Panino Italiano Magazine

Viaggiare e mangiare un panino italiano

Il panino a 360 gradi by Alex Revelli Sorini 26/06/2017

Un modo di viaggiare è anche un modo di mangiare. Se il viaggio è finalizzato al veloce raggiungimento di una meta il cibo non è che una pausa disattenta. Se invece la modalità del viaggio sarà quella di un itinerario curioso, attento a ciò che si incontrerà lungo la strada, anche un panino offrirà molte varianti e sarà un modo per entrare in contatto con le realtà e le culture che via via si attraverseranno.

Per un certo periodo della nostra storia, la delocalizzazione alimentare (lo svincolarsi del cibo dal legame con i luoghi) è stata sinonimo di modernità. Soprattutto la ristorazione delle principali arterie autostradali si adeguò a questa idea per rispondere a una domanda diffusa: trovare ovunque le stesse cose, sentirsi al di sopra del territorio, in una sorta di mondo artificiale costruito a nostro uso e consumo. Nei decenni della seconda metà del Novecento questo modello è apparso una scelta vincente, la stessa che ha decretato il successo dei fast food.

Ma tutto ciò ha rappresentato davvero la modernità? E soprattutto, la rappresenta ancora? La risposta non può che essere negativa. 

In parallelo con il processo di globalizzazione, la società contemporanea ha generato (quasi per un meccanismo fisico di azione e reazione) un vero e proprio mito del territorio. 

Una “geografia del gusto” è sempre esistita, perché il cibo e la cucina sono sempre stati condizionati dal territorio: ma questo tipo di realtà non ha mai goduto di uno statuto culturale alto. Il “gusto della geografia”, la valorizzazione delle differenze e delle appartenenze locali è una scoperta della sensibilità contemporanea.

Oggi l'azienda di ristorazione “di tendenza” non mira ad annullare, ma a enfatizzare il legame col territorio e con la stagionalità dei prodotti. Perfino l'offerta autostradale non ha tardato ad accorgersene: il legame col territorio, apparentemente estraneo alla logica del viaggio, è stato progressivamente recuperato.

Il luogo di sosta è diventato un'occasione per guardarsi attorno, una sorta di vetrina di ciò che il territorio circostante offre, in termini di prodotti e sapori. Insomma il panino italiano è diventato un segno alto di cultura e gusto che molti cercato di conoscere.

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