Panino Italiano Magazine

Un panino? Meglio una 'mpustarella

Panino Tour by Anna Prandoni 01/06/2017

Tre pizzerie a Napoli, una società di consulenza e formazione volta a insegnare la difficile arte della pizza e difenderla da false e cattive imitazioni, i titoli di “Maestro della Pizza Napoletana” per la Guida Michelin e “pizzajuolo per antonomasia” per il Gambero Rosso, Enzo Coccia è oggi il punto di riferimento per la cultura della pizza napoletana.

E se nelle sue pizzerie più classiche (La Notizia 53 dove esprime se stesso con una pizza tradizionale di grande pregio, La Notizia 94 dove osa originali abbinamenti e nuovi percorsi e stimoli sensoriali) lascia spazio al capolavoro della tradizione partenopea, è nel suo locale ‘O Sfizio d’’a Notizia dove conferisce lustro e dignità a due preparazioni popolarissime, la pizza fritta e la ‘mpustarella. 

E sono proprio le ‘mpustarelle (bustarella = spuntino) che ci hanno colpiti, perché sono il panino in versione napoletana, preparati con un impasto a metà tra pane e pizza, e riempite con grandi prodotti ricercati e gustosi.

Questi panini nascono da un lungo e appassionato lavoro di ricerca che ne ha rintracciato la storia, riscrivendola e rimodellandola su nuove possibilità creative: da storica merenda, sostanziosa ed economica, tipica di operai e addetti alle mansioni più umili e faticose diventano qui un prodotto originale ed esclusivo che ha conquistato un proprio spazio, affiancati da grandi bollicine, italiane e francesi. 

Noi abbiamo assaggiato due varianti, entrambe da assaporare fino all’ultimo morso: 'mpustarella con provola di bufala, salsiccia di maiale e friarielli saltati in padella e 'mpustarella con provola di bufala, cipolla ramata di Montoro Inferiore e lardo di Colonnata.

http://www.enzococcia.com

Un panino? Meglio una 'mpustarella
Un panino? Meglio una 'mpustarella
Un panino? Meglio una 'mpustarella
Anna Prandoni

Anna Prandoni

Anna Prandoni è direttore de Il Panino Italiano e advisory board member dell’Accademia. Giornalista e scrittrice, da oltre 20 anni si occupa di enogastronomia con una particolare attenzione all’influenza che questo settore ha nella nostra società, prima come direttore de La Cucina Italiana, poi come direttore dell’Accademia Marchesi, oggi come direttore di Gastronomika, il magazine del cibo del quotidiano Linkiesta.

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