Panino Italiano Magazine

“Tra 20 anni il Sig. Panino conosciuto in tutto il mondo”. Otto domande a Domingo Iudice

Interviste by Ludovica Amat 26/12/2017

Che cosa associa alla parola PANINO?
Dico le prime tre parole che mi vengono in mente: salato, croccante, morbido.

Il suo primo ricordo legato a un PANINO?
I miei cugini facevano colazione sin dai primi anni di età con una rosetta e del prosciutto cotto appena affettato, che mio zio portava ogni mattino prima di accompagnarli a scuola. Spesso mi univo a loro. Sono state le mie prime colazioni salate e soprattutto la rosetta fatta dal salumiere con il prosciutto cotto appena affettato è rimasto uno dei panini più buoni di sempre!

L’ultimo che ha mangiato?
Panino semisoffiato, gamberoni al vapore, bacon croccante, bufala, melanzane al forno, maionese al cipollotto e salsa al pomodoro secco.

Un PANINO che non mangerebbe mai?
Un panino con la frutta. Se vi sembra assurdo, vi dico che c’è chi ci ha provato.

Il PANINO ITALIANO ha una sua identità, diversa da tutti gli altri modi di intendere un panino? Se sì perché?
Certo che si. Perchè è quella più autentica, infatti il panino è l’opera di un genio italiano. Perchè abbiamo materie prime imbattibili. Perchè abbiamo ricette e piatti che possono tutti essere pensati in ottica “Panino".

Come immagina una ricetta di PANINO che possa diventare icona o ambasciatore del made in Italy?
Da italiani, dovremmo prenderci il nostro posto da leader nel mercato in cui il panino è re: il mercato del fast food. Se dovessi immaginare una ricetta, sulla base della mia esperienza, penserei a una schiacciata con prosciutto crudo, burrata, pomodori freschi, olio, basilico. 
Il bouquet di sapori è universale, come la pizza. La composizione degli ingredienti presi in giro per l’Italia. A voi indovinare dove...

Il PANINO tra 20 anni sarà cambiato? Come?
Se oggi diciamo panino in giro per il mondo, nessuno risponderà con il nome di un marchio Italiano. Spero che tra 20 anni ci sia un brand che al posto di “Mc” abbia Sig., o zio o nonno come “prefisso” iniziale. O che almeno parli Italiano più di un Mc!

Se lei fosse un PANINO…
Se fossi un panino, sarei il panino alle alici fritte (rucola, mayo al curry, primo sale, succo di limone). Buono ma non per tutti.

 

http://www.pescaria.it

Ludovica Amat

Ludovica Amat

Consulente in Comunicazione d'Impresa dal 1985, ha concentrato la sua expertise nel settore alimentare dagli anni 2000, curando e valorizzando i progetti di aziende industriali o imprese artigianali dell'alimentazione, ristorazione e distribuzione. Del cibo la appassiona principalmente la capacità di favorire e migliorare la relazione tra persone, considera il cibo stesso un grande comunicatore. Del Panino Italiano predilige la potenzialità di incoraggiare aziende, concorrenti nello stesso comparto, a fare sistema per affermarsi, tutti assieme, nel mondo. Dal settembre 2015 è responsabile dei Branded Content, delle Pubbliche Relazioni e dell'Ufficio Stampa della Fondazione Accademia del Panino Italiano e dei progetti collegati alla Fondazione.

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