Panino Italiano Magazine

Tàscaro: da Venezia a Porta Venezia, il bacaro milanese

Panino Tour by Roberto Magro 27/02/2019

A Milano ha aperto Tàscaro, nome sdrucciolo" come bacaro e non si tratta solo di un'affinità di accenti.

a cura di Roberto Magro

foto di Mariarosaria Bruno

 

Nato dall'iniziativa di Sandra Tasca, sorge nella brulicante zona di locali e di dehors che è diventata Porta Venezia. E, nemmeno a farlo apposta, proprio verso Venezia guarda, con la cucina e con la cantina, ispirandosi ai bacari veneziani.

Due piccole sale ma con una luce generosa e colori chiari che allargano quasi lo spazio, un bancone all'ingresso per i cocktail ma anche sedute per mangiare e bere in tranquilla convivialità.

La carta del bere ha nel suo lessico ricorrente lo Spritz, che qui conosce ben cinque varianti compresa quella filologica con Prosecco, Soda, l'oliva verde e sopratutto il Select, il bitter veneziano doc degli anni '20 che da oltre 40 anni è diventato ingrediente della versione più tradizionale dello Spritz. Ma la carta di Tàscaro di questo cocktail iconico, veneziano ma ormai di successo in tutto il mondo, propone anche la versione in bianco, quella con Campari, con Aperol o con Cynar. Non mancano altre tipicità venete come l'aperitivo Leone di Bassano del Grappa, con note amaricanti che ricordano un po' l'americano.

Un menu "goldoniano" lato cucina parla veneto, snocciolando tutta una serie di assaggi "par scominziare": ad esempio con Asiago, soppressa nostrana o "polpete de carne frite". Ben fornita la sezione dei cicheti, ovvero quelle che potremmo chiamare tapas in versione lagunare, tra i quali non può mancare il fegato alla veneziana e il baccalà mantecato. Per finire i dolci, anzi, "i dolsi del dì" per meglio dire.

Il lato estetico del locale è curato dall'architetto Elisa Pascotto dello studio Unreal Architects, e anche qui non mancano riferimenti alla Serenissima: come le silhouettes dei cavalli di San Marco che galoppano sopra il bancone. Senza canali e calli attorno, e prima ancora che riaprano i Navigli, l'anima veneziana in chiave meneghina c'è tutta, grazie anche a eleganti foto in bianco e nero appese alle pareti, che rimandano a una Venezia quasi onirica.

Il tocco personale in cucina è il Tàscaro che dà il nome al locale. Nasce da questo innesto veneto-lombardo e si tratta di un fagottino lievitato a base di farine bio, farcito al momento. Realizzati da Aurora Zancanaro, veneta anch'essa per restare in tema, i Tascari vengono sfornati nel suo micro panificio di 50 mq a Milano, Le Polveri, per poi venire farciti nel locale di Via Sirtori, 6. Qui, questa via di mezzo tra il tramezzino veneziano e una versione a tasca di un panino, incontra lingua e salsa verde, trippa alla veneta con formaggio, moscardini in umido. E tante altre ancora possono essere le declinazioni, tutte sempre ispirate ai classici della cucina veneta.

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Roberto Magro

Roberto Magro

Roberto è un impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante “flâneur”, almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare e alle arti visive, alla lirica e alla letteratura dell’opera omnia di Balzac.

Restando con i piedi per terra coltiva queste attività come passioni personali, quando può, nel tempo libero. Scrive di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore, crede siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove

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