Panino Italiano Magazine

Storia del panino vegetariano, gli esordi

Il panino a 360 gradi by Alberto Capatti 26/10/2020

"Cucina vegetariana manuale di gastrosofia naturista", è  stampato a Milano da Hoepli nel 1930.


A cura di Alberto Capatti


E’ il primo ricettario in lingua italiana, e l’autore è il duca Enrico Alliata di Salaparuta, tenore, vegetariano e imprenditore, di famiglia nobile siciliana, produttrice di vini, il Corvo. L’Italia tutta vi è rappresentata con predilezione per la Sicilia, e l’approccio è di alto profilo, senza dimenticare il popolo. Il successo è immediato e lo seguono due ristampe.

Con il termine librette vi sono presenti ben 11 sandwich, di uova, di pomidori, di crescione, di formaggio, di prezzemolo, di cipolla, di tartufi, di sedano, di pseudo-fegato grasso, di senape, di limone. Il pane è tagliato a quadrilateri di 3 cm. oppure a triangoli di 5 cm. di lato, come si usa per le tartine. Vi troviamo poi panini più elaborati, per incontri mondani, in particolare questi


Panini ripieni al forno alla siciliana

Prendete dei panini tondi, toglietevi il tappo, asportatevi il midollo sovrabbondante e riempiteli come segue.

Formaggio fresco a dadi gr. 100, formaggio olandese a dadi gr. 100, latte condensato a fuoco con un cucchiaio di farina gr.200. ponetevi i tappi untati di burro, spolverate di pangrattato e infornate per 20 minuti circa.


Dopo i panini ducali, vengono, nella terza edizione, 1932, le panelle sicule da consumarsi con pane disponibile, possibilmente al sesamo. Rappresentano la nascita della polpetta vegetariana, senza una carne che sembrerebbe carne.

Panelle popolari

Sciogliete ½ kg. di farina di ceci con ¼ di litro di acqua e quando bene amalgamata aggiungetevi pian piano altro litro ed ¼ di acqua, sale, pepe ed erbette tritate.

Mettete sul fuoco rimestando continuamente e quando ben densa spalmate entro stampi piani od in mancanza semplici piatti da tavola.

Quando raffreddata, tagliate a piacere e friggete in olio.


Sono le antenate dell’hamburger vegetariano!


Alberto Capatti

Alberto Capatti

Ha diretto la rivista La Gola e il mensile Slow di Slow Food. Ha scritto libri e saggi di storia della cucina francese e italiana ed è stato il primo Rettore dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.Gli abbiamo proposto la presidenza dell'Advisory Board perché ama valorizzare i patrimoni potenziali, rendendoli beni comuni e fruibili da tutti, sotto l'egida di una ricerca instancabile della verità e della trasparenza.

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