Panino Italiano Magazine

Spro-porzioni romane

Il panino a 360 gradi by Olga Orlandi 04/03/2020

Lo so perché ci sto vivendo dalla stagione estiva e ho già sfondato due paia di scarpe: a Roma è tutto fuori misura.

A cura di Olga Orlandi

Sono un pedone ostinato: se il tram non passa non sbuffo, mi avvio. Se sono annoiata, irrequieta, pensierosa... sicuro, a fine giornata, dovrò massaggiarmi i piedi.

Così posso ben dire che Roma è uno sport di fondo e che i suoi municipi sono indeterminabili, nella grammatica e nella superficie: ci vediamo a Prati? Raggiungimi a Trastevere. Colosseo, fermata Colosseo. E le risposte, solitamente, sono: Prati sta troppo lontano, ad arrivare a Trastevere invecchio sul 210, Colosseo devo cambiare linea: vengo! Ci vediamo là. No, non mi va, non vengo, no. Ciao, arrivederci Nicola.


ECCEBBOMBOOO!


E poi lo dice la nomenclatura: il Cupolone, il Concertone, il Maccarone... l’ecce bombolone. Appunto. 

E com’è la bellezza di Roma? Grande. E il raccordo?: Grande. E cosa canta l’aristogatto Romeo? Ma che bel micione, che simpaticone...


Non serve l’intuito di un aruspice per indovinare come sarà il panino che dovrebbe essere il tuo pranzo frugale. Se vuoi sopravvivere alla digestione da boa constrictor che ti aspetta, conviene metterti comodo, fare dello stretching facciale per non slogarti la mascella e slacciare il corsetto e la cintura; casomai sbottonati il colletto e, per non lasciare nulla al caso, anche i polsini. Una maglietta di ricambio ce l’hai? Ecco: allora lascia perdere e prendi un frullato.


Ebbene: il panino a Roma è planetario. Sferico. Inutile che te lo studi per cominciare dal lato giusto: non c’è verso, non ha un verso. E smentisce i detti popolari: quando si dice che l’occhio non è mai sazio, per il panino capitolino, non vale... vale lo strabismo.


E non è che l’ingentilimento delle latterie a bistrot abbia cambiato la forma, casomai la sostanza: ne trovi integrali, vegan friendly, gluten free, in aeroporto anche tax free. Ma della perfezione geometrica non ti liberi, il panino romano ha una simmetria centrale, puoi solo buttarti e sperare che i pompieri abbiano teso un lenzuolo tra il tuo mento e il panciotto. 


Mi rendo conto che suona come una minaccia di candeggio, come un memento mori d’indigestione, ma altrimenti come potevo sorprendervi nella chiosa? 


Chiosa sorprendente:

acchiappate un mazzo di tovagliolini e ordinate! Sarà un’azzuffa lanzichenecca, un’impresa da peplum, una trionfo da pollice su: come per il gladiatore che atterra le fiere. 

Al mio segnale... scatenate l’inferno! 

Dopo non sarà più una dolce -giro- vita ma senza dubbio passerà agli annali come una GRANDE abbuffata. 



LINK

Se tra i lettori ci fosse qualcuno che non si vede in stile Queen Elisabeth, in carrozzella a sventolare fazzoletti, mentre il cavallino di turno zoccola sull’asfalto assordato dal traffico, ci sarebbero, in alternativa podistica, diverse possibilità di farsi accompagnare da tour operator qua e là nei luoghi notevoli di Roma. Sceglierne uno da suggerire qui però, sarebbe impossibile: chi li conosce? E se poi vi aggregate e vi risvegliate in una vasca piena di ghiaccio senza un rene? Preferisco allora indicarvi una persona a cui ho stretto la mano e che mi è piaciuta: Claudia Pinci è un’archeologa appassionata che organizza delle affascinanti passeggiate romane con digressione nei musei o nei siti, anche appena fuori porta, camminando senza fretta e raccontando delle meraviglie in cui ci si imbatte senza che si tratti di una misera lezioncina a memoria. Also in english!

Dei suoi “prossimamente” leggete su romatrails.com e se trovaste ispirazione o aveste delle fantasie vostre da realizzare, potete scriverle all’indirizzo c.pinci@tiscali.it 



CINEMA

Ecce bombo è il secondo film di Nanni Moretti, presentato al Festival di Cannes nella lontana trentunesima edizione. Personalmente lo amo. “Vengo! Ci vediamo là...” è la citazione di una telefonata irresistibile: eccola per intero on-line. Però il film va visto tutto e poi rivisto e rivisto e rivisto: un wiki non è sufficiente, ma è quello che posso propinarvi io qui. Dunque date una scorsa e, appunto, non fatevelo bastare.


“Maccarone, m’hai provocato e io te distruggo!”: non c’è osteria romana che non abbia appeso il poster di Sordi che si protende sulla tovaglia e spalanca la bocca imboccandosi con una forchettata mondiale di spaghetti. Quei tre minuti di Un americano a Roma abbiamo già visti tutti, ma ogni volta è una risata da capo.


La bellezza di Roma è grande ne La Grande Bellezza di Palo Sorrentino. Niente da aggiungere, sarebbe solo un togliere al film.


Lo sapete che Gianfranco Rosi ha diretto un documentario che procede, a tappe, un’uscita del Grande Raccordo Anulare dopo l’altra?: scoprite quello che di poetico non potreste mai prendendo una rampa a gran velocità o mangiandovi le unghie in coda. 


Sacro GRA: presentato nel 2013 alla Settantesima edizione del della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia. 


Aristogatti... non faccio nemmeno copia incolla di qualcosa a riguardo, se qualcuno non ha mai ingoiato una mosca mentre lo guardava a bocca aperta, inebetito di felicità, sappia che ha avuto un’infanzia davvero infame. Ad ogni modo non è mai troppo tardi, e di più: oggi si sa, gli insetti sono le proteine del futuro, quindi, inghiottire una mosca, può far solo bene al metabolismo.


“Peplum” o “sword and sandal”, sono mirabolanti colossal d’antan, ambientati per lo più nell’antica Grecia o nell’epoca dei fasti dell’Impero Romano. Oggi è roba da grandi cinefili o da nerd: questi si dedicano sopratutto a individuare incoerenze spassose tipo un soldato della legione che calza i sandali, la spada pronta ad essere sguainata e, al polso, un Rolex della collezione autunno inverno 65/64 d.C.. 

Le pagine wiki dedicate ai titoli peplum hanno nell’indice la voce dedicata a “le discrepanze storiche”: se proprio non avete di meglio...


“Al mio segnale: scatenate l’inferno!”. Ma no dai, non al mio segnale... al suo!:


Il dolce -giro- vita è ovviamente per citare Fellini. A proposito, nel centenario dalla nascita, ecco qualcosa di meno scontato di una filmografia: su Ray Play Radio, tra le raccolte speciali di Hollywood Party, potete scaricare tutti podcast che riguardano il regista più celebrato di sempre e, nella sezione “il cinema alla radio” gli ascolti guidati di molti suoi film. Hollywood party: la mejo trasmissione da’ tempi de Marconi! Ascoltatela ogni sera. 


Anche de La grande abbuffata sarebbe davvero pretenzioso fare quella che vi racconta di che si tratta. Però, tanto per non restare a bocca asciutta, ecco almeno una ricettina in salsa “Tognazzi” e il moto perpetuo del cucchiaio di legno che accarezza la maionese, rimestato e recitato da Ugo in persona.


BIGNAMI 

Quanto al panino sferico, avendo una cognizione veramente infima della geometria, e giusto qualche reminiscenza delle scuole medie (a proposito: esistono ancora?), ho chiesto all’amico matematico Filippo di dispensarmi un distillato concentratissimo via WAPP e questa volta si... nemmeno copio e incollo, ci metto proprio gli screenshot.


Olga Orlandi

Olga Orlandi

OERRE per dire Olga Orlandi: per me vale che "hanno tutti ragione" e "basta che funzioni". Dunque accolgo ogni punto di vista e ogni formula magica. E così, qui, non ci metto nessuna ricetta, bendi il mio gusto.
Milano, 1982 e il futuro è imponderabile.

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