Panino Italiano Magazine

Riapre Baladin Milano: bere e mangiare nel segno del lievito

Panino Tour by Daniela Guaiti 15/01/2018

Birra e panini, birra e pizza, birra e toast: matrimoni di gusto, che hanno come filo conduttore il profumo del lievito. Così Baladin Milano ha riaperto i battenti lo scorso 17 novembre, dopo una pausa di riflessione, con un’offerta più ampia di prodotti lievitati, ricca di nuovi abbinamenti.

Nato nel 2013, Baladin Milano si propone di far conoscere la birra artigianale prodotta a Piozzo dal birrificio agricolo Baladin, in abbinamento a un ricco menu. Da sempre cuore del menu sono gli hamburger gorurmet. Ora Teo Musso, padre di Baladin e maestro della fermentazione, incontra Renato Bosco, artista della lievitazione, sempre alla ricerca di innovazioni nel mondo degli impasti lievitati. Così le birre Baladin accompagneranno diverse specialità: la PizzaDoppioCrunch®, cavallo di battaglia di Renato, croccantissima; la Focaccia soffice, dal deciso gusto di grano;  i toast e i club sandwich con Pane in cassetta ai cereali; il Pane al vapore, morbidissimo, farcito con prodotti di qualità come la burrata e il prosciutto crudo italiano. E non possono mancare i soffici panini con gli hamburger. Da bere, ovviamente, la Baladin in tutte le sue declinazioni, alla spina, in bottiglia o in lattina, ma anche le bibite Baladin o il sidro.

Riapre Baladin Milano: bere e mangiare nel segno del lievito
Riapre Baladin Milano: bere e mangiare nel segno del lievito
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Riapre Baladin Milano: bere e mangiare nel segno del lievito
Riapre Baladin Milano: bere e mangiare nel segno del lievito
Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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