Panino Italiano Magazine

Lisa Biondi, Panini tramezzini e cucina all’aria aperta

Paninosofia by Alberto Capatti 12/04/2017

Lisa Biondi, Panini tramezzini e cucina all’aria aperta, Azzurra  

Quando il panino italiano si è spudoratamente identificato con l’industria e con la pubblicità? Negli anni ’80, tacendo o dichiarando nomi e marche, giocando sulla facilità e rapidità della sua confezione, barando sulle proprie origini. Una fetta di pancarré, una sottiletta, prosciutto cotto e…A casa, lo si prepara in un lampo, al bar prima lo si studia e poi lo si subisce, per ritrovarsi in bocca consistenze mollicce e sapori arcinoti, ma, per fortuna, è gia finito prima di cominciare.

Lisa Biondi era uno pseudonimo, nome di fantasia, utilizzato dalla radio e dagli editori per oltre un ventennio; esso copriva promozioni di prodotti industriali quali la margarina Gradina o i pani San Carlo e qui serve l’editrice Azzurra. Ricordava una cuoca italiana ma era solo fumo. Per questa ragione, suscita, deve suscitare diffidenza e le sue ricette vanno prese con le molle e non replicate. Questi panini sono degli anni ’80, con 48 ricette. Sette i tramezzini e solo tre i sandwich. Tra questi, il sandwich Gargantua con maionese pronta (Calvé in tubetto o in vasetto) insalata russa anch’essa pronta (in vasetto) e margarina (preferita al burro). Colmo dell’improntitudine editoriale, il pane della ricetta è “casereccio” mentre quello della foto accanto è “pan carré”: si tratta di un modo per promuovere la marca San Carlo presente in 9 foto di panini su 11. Stessa cosa per i panini con una salsiccia che diventa, in immagine, un würstel. Quali prodotti industriali con o senza marca? Le sottilette, i würstel, il Ketchup, la worcestershire sauce, la salsa cocktail (Calvé), il tonno o le sardine sott’olio, la paprika, la senape, i formaggini Milkana. I nomi dei panini sono di fantasia o analogici, non hanno antenati né una storia: il Trullo non prevede alcun prodotto pugliese, il Montezuma rinchiude würstel e pancetta piacentina, mentre i tramezzini emiliani se la cavano, banalotti, con mortadella e scaglie di parmigiano. Di vecchio stile sono i panini con polpette, tondi, con 50 grammi di manzo tritato, che non si chiamano ancora hamburger.

Nell’assemblaggio di prodotti della grande industria, il panino perde identità, mentre la sua confezione è lampo, prefigurata nelle forme del pane, nei colori delle salse e in ingredienti crudi o cotti, tutti identici. Da condannare? Diciamo da evitare … con una considerazione di tipo storico: la panineria industriale (McDonald’s) prenderà via via le distanze dall’assemblaggio dei singoli ingredienti di marca, cercando formule proprie, dal pane alla carne, offrendo oggetti alimentari disegnati e riconoscibili in quanto tali. Lisa Biondi, per fortuna, non ha avuto seguaci.

 

 

Alberto Capatti

Alberto Capatti

Ha diretto la rivista La Gola e il mensile Slow di Slow Food. Ha scritto libri e saggi di storia della cucina francese e italiana ed è stato il primo Rettore dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.Gli abbiamo proposto la presidenza dell'Advisory Board perché ama valorizzare i patrimoni potenziali, rendendoli beni comuni e fruibili da tutti, sotto l'egida di una ricerca instancabile della verità e della trasparenza.

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