Panino Italiano Magazine

Piaceri proibiti o design funzionale?

Il panino a 360 gradi by Emeline Dany 02/10/2020

O meglio, perché dovresti pensare all'obiettivo del tuo “panino” prima di lanciare un format.


A cura di Emeline Dany


Hai mai pensato a cosa sia un panino e il suo utilizzo?


Il panino è probabilmente IL format alimentare che puoi trovare in tutto il mondo e uno dei migliori esempi di food design.

Quando affronti il tema della progettazione degli alimenti, impari che il prodotto deve essere funzionale

Un panino nella sua essenza è funzionale: hai un contenitore, spesso 2 fette di pane, contenente un cibo che sarebbe difficile da mangiare senza una forchetta e un coltello.

Il panino è anche:

. prensile, lo puoi mangiare senza posate e puoi tenerlo in mano

. portatile. puoi portarlo con te ovunque

. fresco e di veloce esecuzione, preparato al momento

. equilibrato, spesso una base di carboidrati (pane), proteine (carne, pesce o formaggio) e vitamine (verdure)

. e ultimo ma non meno importante, personalizzabile in base ai tuoi gusti personali.


Il più delle volte si consuma un panino in viaggio, per un pranzo veloce, quando non c’è molto tempo a disposizione e magari si ricerca un pasto "leggero".

Il bello del panino è che le combinazioni sono infinite: tipologia di pane, abbinamento di ingredienti, salse, dimensioni, forma ...

Il panino è anche internazionale.


Ma, poiché le combinazioni sono infinite e internazionali, nel corso degli anni, molti Maestri del Panino hanno deciso di sviluppare una propria gamma, uscendo dai canoni tradizionali e questa creatività ci ha regalato ricette sempre più gustose e più generose.


Il panino è anche un alimento che mangi con le mani e questo, si sa, aumenta fortemente il piacere del consumo. Hai mai provato a mangiare una pizza con le mani anziché usare forchetta e coltello? Quando hai la possibilità di leccarti le dita, il panino è molto più piacevole.

Ecco quindi che arriva la lunga serie di panini illustrati con hashtag #foodporn su Instagram. Più li riempi e più sembrano orgasmici. Pensa a un panino di pesce di Pescaria o un panino Italian style farcito con un'intera mozzarella di bufala ...


Ciò potrebbe causare tuttavia qualche problema. Il problema di un panino foodporn si presenta quando lo si propone al cliente sbagliato o nel momento sbagliato.

Immagina un “colletto bianco” che opta per un panino veloce per pranzo, prima di tornare al lavoro. Magari  iniziando ad addentarlo per mentre torna in ufficio. Se accidentalmente un po’ di salsa cade sulla sua camicia bianca, probabilmente sarà così arrabbiato da non ordinare più uno di quei panini durante la pausa pranzo.

Inoltre, hai mai considerato l'altezza dei panini che proponi? Se l'altezza è superiore a un'apertura della bocca al 90%, come si potranno mangiare? I clienti stanno seduti, e quindi si possono usare una forchetta e un coltello? Ma allora, che senso ha fare un panino di foodporn se bisogna usare le posate per gustarlo?


Creare un format di panino non è così semplice, non si tratta solo di pensare agli abbinamenti perfetti.

Bisogna studiare la zona in cui sorge il locale e la tipologia di clientela che lo può frequentare. Se un locale si trova in una zona con molti uffici, bisogna considerare che le persone cercano per lo più un pranzo leggero (per evitare di addormentarsi davanti al computer durante il processo di digestione) e preferiscono non sporcarsi le mani ed evitare macchie sui vestiti.

Spesso pranzano con i colleghi e, soprattutto nelle grandi città, possono risultare particolarmente attenti a mostrare i loro buoni propositi di rimettersi in forma e ordinare un salutare toast con tacchino e insalata anche se di sera a casa, lontani dall’ambiente di lavoro, ci potrà essere sulla loro tavola una bella pasta alla carbonara piena di formaggio ...


Ma tutto questo cosa ci dimostra?

Che al di là del design funzionale è sempre importante considerare l'impatto psicologico del panino sul cliente che lo ordina. Qual è la sua necessità del momento? Vuole sentirsi soprattutto sano? Vuole provare una forte esperienza di gusto? Forse, una persona in uno street food festival, sarà lì proprio per trovare l'hamburger più imbottito di tutti i truck e vivere un vero momento di libertà, o il suo “sgarro” della settimana.


Nella nostra società postmoderna, una persona può essere “healthy” in un momento e pronta per un piacere proibito in un altro momento. Quando si tratta di panini, l'importante non è solo capire quale cliente si sta per servire, ma considerare anche il contesto e la situazione (uffici, aree bar, festival) e il momento della giornata.


Essere foodporn o essere sani, questa è la domanda paradossale ...

Emeline Dany

Emeline Dany

Food Strategist


Francese, appassionata di cibo e design. 

Dopo 10 anni nell'industria come project manager nel miglioramento dei processi e il change management, decide di specializzarsi in Food Strategy. 

Convinta che si impari tutta la vita, dopo un master in Management & Marketing in una grande école francese, e una formazione in Design d'interni allo IED, ha avuto l'opportunità di partecipare al primo master in Food Design della SPD, lanciato per l'EXPO 2015. Ha seguito anche i corsi sommelier dell’AIS.

Nel 2016, sviluppa la sua propria metodologia di consulenza per progettare customer solutions a 360 gradi e si mette in proprio.

Insegna allo IED “ how to design a food experience” dal 2017. 

Nel 2018, avvia La Baghet, un concetto di eno -boulangerie su ruote e di organizzazione di eventi francesi (catering, corsi di cucina, degustazione). 

Scrive le sue esperienze di foodie sul suo sito e profilo instagram @lescalopemilanaise


Il suo sogno:

"Contribuire a rendere il mondo più bello per tutti attraverso il cibo".

>Per il consumatore: migliorando il suo quotidiano grazie ad esperienze gradevoli.

>Per l'imprenditore: assistendolo nella realizzazione del suo progetto di aprire un locale, pensando ai piccoli dettagli che fanno la differenza.

>Per il produttore: promuovendo la tradizione e il cibo di qualità.



English version


French, in love with Food & Design.

After 10 years in the industry field, as Project Manager in charge of Change Management & Product Launch, she decided to specialize in Food Strategy.

A lifelong learner, after earning a Master's degree in Management & Marketing and completing an Interior Design program , she had the opportunity to attend the first Master's program in Food Design, launched for the EXPO 2015 by the Scuola Politecnica di Design in Milan.

​In her free time, she also attended Sommelier courses.

In 2016, she created her  own methodology to provide food strategy consulting and design 360° solutions adapted to clients’ needs.

Why?

Because today’s customers get bored more easily and tend to be less loyal than in the past.

Because we live in a world where advertising and interior design are not enough to make a restaurant or a food retail concept successful.

Because nowadays, it's essential to design not only the space but the food and experience we offer to our customers.

Since 2017, she teaches “ how to design a food experience”  in IED school.

In 2018, launched La Baghet, a concept of eno-boulangerie on the wheels  and organization of french style events (catering, corsi di cucina, degustazione).

She writes her foodie experience on her site and insta profile: @lescalopemilanaise.

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