Panino Italiano Magazine

Per la festa del papà non la solita cravatta

Il panino a 360 gradi by Daniela Guaiti 17/03/2017

Generazioni di bambini hanno riempito cassetti di cravatte dai colori improponibili, mai utilizzate, affiancate in genere da un biglietto variopinto e da un “lavoretto” fatto a scuola, questi sì davvero preziosi. Sono gli stessi bambini che, cresciuti, continuano a regalare al papà libri che si accumulano nello scaffale e che nessuno legge. Insomma, fare contento il nostro papà sembra impresa non da poco: troppo fantasiose le proposte dei piccoli, troppo poco le idee dei grandi. Se si sceglie qualcosa di buono, però, difficilmente si sbaglia…

2/3 di Prosecco, 1/3 di Aperol, spruzzo di seltz: con queste semplicissime dosi e con una magnum di Aperol il Papà potrà preparare cocktail per sé e per tutti gli amici. Il regalo non è solo il profumato e leggerissimo liquore, ma anche il pensiero di potersi rilassare e godere un aperitivo in compagnia.

Vini della Tenuta Fertuna, erbe e spezie in infusione: nascono così i Vermouth Etrusco Bianco e Nero. Una ricetta antica e una lenta maturazione ne fanno un regalo ideale per un papà dal gusto elegantemente retrò. Il bianco ha profumi agrumati e fioriti, che lo rendono ideale come aperitivo, da solo o miscelato in ottimi cocktail. Perfetto a fine pasto è invece il nero, dalla calda e avvolgente ricchezza, fatta di note balsamiche e resinate.

Da Sabadì un cioccolato di Modica pensato espressamente per questa occasione: Papà è un cioccolato al latte biologico lavorato a freddo.  58% di cacao e zucchero da fior di palma da cocco: la qualità delle materie prime e la particolarità della lavorazione fanno la differenza.

Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Spumante Extra Dry di Francesco Drusian: una bottiglia che piacerà a tutta la famiglia, non solo al papà. Ha una struttura elegante e armonica, pérlage resistente, profumo tenue che ricorda la mela Golden e la pera, con accenni floreali: per il brindisi e per accompagnare tutto il pasto.

Il pomodorino del piennolo è una particolare e pregiata varietà di pomodoro, coltivata alle pendici del Vesuvio. E se i grappoli di pomodorini sono tra i simboli del territorio, il loro gusto è parte della cultura gastronomica locale: con la loro polpa soda e compatta, hanno un gusto dolce-acidulo inconfondibile. L’azienda Treccellenze li trasforma in Piennolio, un sugo pronto per rendere speciale la pasta.

Al papà piace il piccante? La Nduja di Spilinga è il regalo perfetto. Questa, in vaso di vetro, fa parte della linea Dalla Nostra Terra di Callipo. È un prodotto antico, che trova le sue origini a Spilinga, paesino della provincia di Vibo Valentia probabilmente agli inizi del XVII secolo. Due le tipologie di peperoncino usate, una dolce e una piccante. Deliziosa sul pane caldo, la ‘nduja è ottima come condimento per la pasta, i legumi, la pizza.

Un olio speciale dal Frantoio di Sant’Agata di Oneglia: delicatamente fruttato, ha colore che va dal giallo oro al verde. Si ottiene dalla raccolta a mano delle piccole Olive Taggiasche, sulle prime alture dell’entroterra di Imperia. In bottiglie numerate, è un regalo da intenditori. Se poi il papà vuole cucinare ma non è proprio uno chef, Tavola mediterranea raccoglie tutti gli ingredienti necessari per un ottima pasta al pesto: Olio Extravergine di Oliva DOP Riviera Ligure, Trofiette, Pesto ligure pronto.
 

Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Per la festa del papà non la solita cravatta
Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

Articoli correlati

panino-italiano-meglio-integrale-n-1921.html

Panino italiano: meglio integrale?

da-versailles-a-parigi-n-2495.html

Da Versailles a Parigi

7-motivi-per-mangiare-un-panino-italiano-con-la-polpetta-n-2049.html

7 motivi per mangiare un panino italiano con la polpetta

panino-italiano-e-food-porn-n-1920.html

Panino italiano e food porn

il-panino-italiano-buono-e-bello-n-1801.html

IL PANINO ITALIANO BUONO E BELLO

pane-fresco-vs-pane-surgelato-la-verita-tra-due-fette-di-pane-n-2290.html

Pane fresco vs pane surgelato, la verità tra due fette di pane