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Panino panico

Paninosofia by Alberto Motta 19/12/2018

Lo scrittore Philip K. Dick afferma, nel suo magnum opus di fantascienza La trilogia di Valis, che della Torah esistano 600.000 interpretazioni possibili.

Allo stesso modo, il panino conta un numero di varianti a cinque zeri; alcune sue varianti sfociano nella fantascienza, altre affondano le loro radici nel passato. Alcuni panini fluttuano nel regno della fantasia, altri sono pura forma. Poi c'è il panino che ha ucciso Elvis Presley.

Partiamo, dunque per un viaggio alla scoperta del panino, per tracciare i confini del suo pazzo, comico, geografico, scientifico, iconografico mondo.

Il primo panino sul quale metto le mani viene da Maracas Bay Village, Trinidad e Tobago, Caraibi. Costa 35 dollari TT, quindi circa 5 euro. È fatto di squalo fritto, infilato tra due fette di pane fritto, con sopra una foglia di insalata che – precisano fieramente i camerieri – rinfresca. Chapeau.

Un giorno passo davanti a un negozio di alimentari di Ostia che espone l'insegna: Se fanno panini co tutto. Entro e chiedo un panino con la balena, per il gusto del LOL. Il titolare mi guarda e, senza perdersi d'animo, mi risponde: “Per un solo panino la balena nun la comincio”.

Le recensioni su Trip Advisor scritte dai turisti canadesi in Italia sono uno passatempo divertente. Tipo quella di Christian G su una paninoteca di Milano: “Chi avrebbe mai detto che esistono posti dove ti vendono solo panini”.

Nord Italia, seconda guerra mondiale. “I panini si mangiavano così: una salsiccia per famiglia, solo la domenica. Per il resto della settimana si strofinava il pane su quella salsiccia. La ricetta si chiamava pan e udur (pane e odore)”, spiega lo scrittore canturino Emil Yardo, ricordando i racconti del nonno.

La valenza sociale del panino? Testatela voi stessi online: andate sull'archivio fotografico Shutterstock e inserite la voce di ricerca “panini eat”. Cliccate invio e osservate: in tutte le foto che compaiono, le persone con in mano un panino stanno sorridendo.

Non è forse un caso, allora, se anche su Internet il menù standard contenente tutte le voci di un sito si chiama burger button, ovvero il tasto a panino.

Gli americani si sono accorti della piastra scaldapanini e sono impazziti. Si pensi al Toastie Project, un blog dove, dal 2011, vengono cucinati sulla piastra panini con dentro di tutto: dal cornetto Algida al sushi, dagli orsetti gommosi ai canditi, dallo zucchero filato ai noodles cinesi.

A proposito di Stati Uniti, uno dei più accaniti fan di panini era l'icona americana Elvis Presley. La sua ricetta preferita? Prendi una francesina, togli la mollica, al suo posto inserisci un barattolo di burro d'arachidi e un barattolo di gelatina d'uva. Prima di richiudere aggiungi la pancetta cotta nel burro. Poi muori.

Se siete in cerca di spunti più salutari, provate invece ad affidarvi alla saggezza popolare francese, secondo la quale è sufficiente tenere un tozzo di pane nella culla per mantenere in salute un neonato.

Una delle proprietà del panino è quella di sottostare alla teoria della relativià generale di Einstein. Il panino è, dunque, un sistema spazio-temporale impermanente e mai uguale a se stesso. Lo dimostra il fatto che un panino al crudo mangiato in pausa pranzo alla tavola calda non avrà mai lo stesso sapore di un panino al crudo mangiato in vetta a una montagna, dopo aver scalato per tutta la giornata.

Stiamo correndo troppo? Torniamo allora ai fondamentali: le due regole base per un panino sono 1) gli ingredienti più liquidi vanno messi al centro, non a contatto con il pane 2) la foglia di insalata va aggiunta alla fine, un secondo prima di servire.

Affermazioni argute da giocarvi a una cena per fare bella figura: “Amo il pane perché ha il profumo della pelle della persona che amo”.

Concludiamo il nostro insight sul panino con una notizia negativa: Assipan dichiara che ogni anno finiscono nella spazzatura 13mila quintali di pane, invenduto nei supermercati italiani.

E con una notizia positiva: il panino è il pasto in grado di spalancare i cancelli del paradiso. L'ultimo pasto di Frank Sinatra? Un sandwich caldo al formaggio. Un panino al tonno per Jimi Hendrix. Carne in scatola tra due fette di pane per John Lennon, prima del fatidico incontro con Mark Chapman.

Panino panico

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