Panino Italiano Magazine

Panino e Prosecco, abbinamento da intenditore

Drink by Daniela Guaiti 04/02/2019

È informale, allegro, non impegna ma regala grandi soddisfazioni. Stiamo parlando del panino? No, del Prosecco, perfetto vino da sposare al panino. Con qualche attenzione: alla qualità, perché un buon panino vuole un buon Prosecco, e a sposare ogni panino al giusto Prosecco.

 

L’importanza della qualità lega a doppio filo Prosecco e panino. Lo spiega perfettamente Silvia Franco, di Nino Franco Spumanti: «il Prosecco, ottimo per tanti diversi abbinamenti, sta sicuramente bene anche col panino. Oggi il Prosecco vive un momento delicato, in cui è spesso sminuito. È necessario non sminuirlo ulteriormente. È sicuramente un vino fresco, giovane, diretto, da tutti i giorni a tutto pasto, ideale anche per l'aperitivo. Tuttavia merita di ricevere quella dignità, che è facilmente data dai produttori che continuano a lavorare all’insegna della qualità. Proprio come il panino: spesso visto come un cibo da consumare di corsa, “da poco”, se preparato con amore e attenzione alla qualità, diventa un simbolo dell’Italia, un prodotto veramente gourmet». Un matrimonio che per Silvia Franco trova il suo apice se si sceglie «di utilizzare il nostro Nino Franco Brut, Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, in abbinamento ad un panino di farina integrale, fatto con lievito madre, ripieno di sopressa (tipico salume nostrano) e formaggio Asiago».

Del resto nelle campagne venete dove il Prosecco nasce, il panino con queste bollicine era la merenda tradizionale, lo spuntino che segnava la pausa nel lavoro dei campi: Asolo Prosecco  DOCG frizzante La Gioiosa con legatura spago è la proposta di Villa Sandi, perché, spiega Mirko Baggio, responsabile vendite GDO  Italia, «La chiusura con lo spago è un omaggio alla tradizione, all'antica consuetudine in uso nelle campagne  di legare i tappi del vino leggermente frizzante con uno spago, per fissarli e garantirne la tenuta.

La versione frizzante, con una bollicina più delicata rispetto allo spumante,  fa parte della tradizione dell'area storica del Prosecco. Accompagnava i pasti  e naturalmente gli spuntini durante il lavoro in vigna a base di pane e sopressa, salame o formaggio.  Bollicine leggere, fresche e briose  con le note foreali e fruttate tipiche del Prosecco. Un abbinamento nel solco della tradizione che si sposa bene con le occasioni contempranee, brunch, pause pranzo semplici e leggere. In linea generale, poi – ricorda Baggio - il panino si consuma per una pausa pranzo veloce e leggera ed il Prosecco con il suo moderato contenuto alcolico è ideale  per occasioni di consumo improntate alla semplicità e alla leggerezza»

 

Nel solco della tradizione locale è anche la proposta di Duca di Dolle: Nino, il vino “di famiglia” perfetto per la merenda veneta . «Per l’azienda Duca di Dolle è un po’ il “vino di casa”, quello quotidiano, che esprime convivialità e semplicità» spiega Andrea Baccini, che continua:  «Il nostro “Nino”, prosecco Docg rifermentato in bottiglia, riprende le tradizioni di un tempo, quando il vino delle colline trevigiane era quasi sempre “col fondo”. Grazie all’azione dei lieviti si evita qualsiasi aggiunta di anidride solforosa e di zuccheri, lasciando che la conservazione del vino avvenga in maniera del tutto naturale, così come la sua evoluzione in bottiglia. Un prodotto naturale, quindi, e mai uguale a sé stesso, dallo spiccato profumo di crosta di pane e dal gusto sapido e asciutto, perfetto per accompagnare la tradizionale “merenda” veneta e trevigiana: un semplice panino con salame o soppressa, magari arricchito con qualche sottaceto».

 

Ma il Prosecco non è solo tradizione. Le sue caratteristiche lo rendono capace di sorprendere per versatilità . Così le sue bollicine si rivelano capaci di adattarsi alle più diverse farciture dei panini, e ai più disparati tipi di pane.

E allora Francesco Drusian propone una Michetta  con  Prosciutto Crudo di Sauris IGP e Montasio DOP in abbinamento al suo  Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Brut, spiegando che  «secco e asciutto, questo Prosecco rivela leggeri sentori di mela acerba e agrumi e note di fragrante pane. L'eleganza che esprime (nasce da 100% di uve Glera) rende speciali gli ingredienti già di gran pregio e la michetta croccante enfatizza il mix». O ancora un francesino con salmone affumicato di qualità, completato con una spolverata delicata di rafano,  in abbinamento a Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Spumante Extra Dry : è sempre Francesco Drusian a spiegare che «questo Prosecco, di grande impatto emotivo (nasce da 100% di uve Glera) bene si abbina al salmone per le note di profumi delicati (mela golden), per un perlage persistente, per una armonica struttura che si addice a ogni proposta con il pesce. Ne deriva un abbinamento, quello con il francesino con salmone affumicato, che aggiunge classe a un aperitivo o sostituisce ottimamente un veloce pranzo all'insegna del buon umore».

 

Davvero contemporaneo, poi, l’abbinamento suggerito da Gianfranco Zanon, enologo di Valdo: Valdo Bio, un Prosecco Doc Brut Biologico in abbinamento a un panino veggie. Pane integrale farcito con melanzane e zucchine grigliate, pomodori semi-secchi, mozzarella e pesto. Il tutto, ovviamente, a sua volta bio.

 

Ideale con un panino a base di verdure è anche Salvatore Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore D.O.C.G. Brut Millesimato di Conte Collalto. «Il nome del nostro Brut deriva dalla collina sulla quale si erge l’omonimo castello – spiega la Principessa Isabella Collalto de Croÿ – Si tratta di uno spumante fruttato e fragrante, che riposa sui lieviti per quattro lunghi mesi, come da tradizione, e ci regala una bollicina elegante, cremosa e sottile che fa subito allegria. È lo spumante delle grandi occasioni, che i Conti di Collalto stappavano per inaugurare la grande festa al Castello di San Salvatore e brindare all’inizio della stagione agricola. Con le sue fresche note di mela Golden appena matura e di pera Williams su un fondo floreale delicato e gradevole, è ottimo come aperitivo e ben si accompagna a piatti delicati o a panini a base di pesce e di verdure».

 

Trovate qui altri consigli per abbinare vino e panini: buona lettura!
 

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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