Panino Italiano Magazine

Panino e Natale: cosa pensano due nuove stelle e una ristoratrice alternativa?

Interviste by Alessio D'aguanno 16/12/2019

Le strade iniziano a riempirsi di luminarie, i balconi di babbi Natale e le case di alberi e presepi.

Mancano sempre meno giorni a Natale e noi non ci siamo fatti perdere l’occasione di chiedere il proprio parere sul panino a due nuove stelle Michelin e una realtà molto particolare.

Abbiamo contattato tutte e tre gli intervistati sottoponendo loro tre semplici domande, alle quali hanno risposto con interessante personalità, svelandoci – fra le altre cose - alcuni consigli gastronomici molto interessanti.


A cura di Alessio D'Aguanno


Francesco ApredaIdylio by Apreda – 1 stella Michelin – Roma:

Lo chef napoletano classe 1974, dopo la lunga esperienza all’Imago dell’hotel Hasseler di Trinità dei Monti a Roma, dal 2003 al 2019, ha intrapreso una nuova avventura dalla primavera di quest’anno. A capo di un altro ristorante d’hotel, il The Pantheon Iconic Rome Hotel, è riuscito nell’impresa di ottenere una stella in meno di un anno.

1. Cosa rappresenta per te il panino?

Il panino è legato al mondo dello street food, rispecchia le tradizioni e i modi di fare di un paese. Proprio in base a dove lo si mangia e agli ingredienti che lo compongono, è possibile capire e scoprire le usanze del posto.

2. Che ricordi ti evoca il Natale?

Il Natale richiama alla convivialità come sinonimo di famiglia. Il cibo è al centro delle feste e riunisce tutti intorno alla stessa tavola. Il Natale rappresenta per me un momento speciale in cui consumare il pasto insieme ai propri cari.

3. Se dovessi preparare un panino in occasione del Natale quali ingredienti utilizzeresti? E perché?

Farei un richiamo alla minestra di Natale a base di brodo di pollo che preparava mia nonna. Per renderlo più moderno e attuale utilizzerei cavolo campano saltato con olio, peperoncino e scaglie di parmigiano, fette di pollo arrostito e speziato e salsa di senape.


Nanie Navarro – Founder di Nanie.com – Dark Kitchen sostenibile, stagionale e artigianale – Milano:

Figlia di ristoratori spagnoli, quando si trasferisce in Italia rimane delusa dalle pause pranzo in ufficio. Pensa che si possa fare decisamente meglio e, dopo due anni di duro lavoro e ricerche, apre Nanie, un ristorante senza coperti. Il motto è “Our kitchen, your table”, gli ordini consegnati sono 100 al giorno in orario di ufficio e le ricette sono stagionali e sostenibili. Così come il packaging e gli orari del personale in cucina.

1. Cosa rappresenta per te il panino?

Per me è un cibo quasi “primordiale”, che mi ricorda la merenda dell’infanzia e quel modo spensierato e felice di addentare, mangiare senza posate e leccarsi le dita. Da adulta, è il piatto informale per eccellenza, il pranzo per antonomasia, veloce ma soddisfacente. Su una cosa sono sempre stata esigente: il panino deve essere immediato nei sapori, perfetto in ogni boccone, ricco, succoso. In cucina facciamo mille prove per servirlo come Dio comanda :)

2. Che ricordi ti evoca il Natale?

La mia famiglia spagnola e anche quella che ho trovato in Italia. Mia mamma ha un ristorante, per noi la convivialità è d’obbligo! E poi mi piace la ritualità, il fatto che sia l’occasione per mangiare i piatti della tradizione che aspetto per tutto l’anno.

3. Se dovessi preparare un panino in occasione del Natale, con che ingredienti lo prepareresti e perché?

Un classico delle tavole festive con sapori inequivocabilmente legati allo spirito natalizio: brasato di faraona, cavolo nero saltato e chutney di arancia speziata. Semplice, ma prezioso.