Panino Italiano Magazine

PANINARI E PANINI

Paninosofia by Alberto Capatti 23/11/2015

 

Il vizio è sempre lo stesso: qualsiasi fenomeno di moda, alimentare o artistico, è prigioniero del suo tempo, e se si cerca di attualizzarlo, si tinge di grigio, sembra vecchio. Così appaiono i paninari –  cui abbiamo consacrato pagine di That’s panino e il tavolo di una mostra – in un articolo del Corriere della sera (Roberto Rizzo, A San Babila tra galli e sfitinzie Tornano i paninari, Domenica 22 Novembre 2015). E’ inutile perorare da  storici della memoria milanese e italiana, il loro ritorno suonerebbe a molti come la cena degli ex-compagni di liceo, o, andando molto più indietro, dei commilitoni con o senza piuma sul cappello.

Ma è più giusto ricordare che hanno non solo creato un linguaggio e un costume, ma dato a Milano un panino che cinquant'anni dopo continua ad evolvere e ad essere un punto di riferimento della nutrizione urbana, non solo dei giovani. Associando gergo, marchi (d’abbigliamento), musica e televisione (Drive in), hanno focalizzato un prodotto facile da immaginare e da mangiare, dandogli una identità molteplice. Senza di loro, panini d’autore, hamburger, piadine apparirebbero fenomeni improvvisati, imposti senza una ragione e senza una cultura che ne legittimi la necessità. Invece il panino – destinato ai giovani che si radunavano nel centro, a San Babila, per sfoggiare i segni della loro ricchezza –  nasce con loro, alla fine degli anni ’70, e subito appare radicato e nello stesso tempo polimorfo, come due fette aperte a tutto. L’esistenza di locali stile jeans o gourmet ante litteram, le prime hamburgerie, è incoraggiata da un fenomeno giovanile, sinonimo di avvenire, che accosta al tempo libero, al ritrovo fra amici,  la semplicità di un cibo afferrato con le mani e divorato a morsi, ad ore impensate.

Per questa ragione ringraziamo Roberto Rizzo e aggiungiamo ai riferimenti puntuali del Corriere (interviste, facebook, ebay) una nostra visione della storia alimentare presente che ha nei paninari milanesi un soggetto di studio ancora da approfondire. Nella biblioteca dell’Accademia del Panino Italiano stiamo raccogliendo libri e fumetti sull’argomento, ovviamente disponibili alla consultazione.

Alberto Capatti

Alberto Capatti

Ha diretto la rivista La Gola e il mensile Slow di Slow Food. Ha scritto libri e saggi di storia della cucina francese e italiana ed è stato il primo Rettore dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.Gli abbiamo proposto la presidenza dell'Advisory Board perché ama valorizzare i patrimoni potenziali, rendendoli beni comuni e fruibili da tutti, sotto l'egida di una ricerca instancabile della verità e della trasparenza.

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