Panino Italiano Magazine

Pani dimenticati, pani perduti?

Paninosofia by Laura Rizzato 18/08/2017

Curiosando tra gli scaffali della Biblioteca dell’Accademia del Panino Italiano, un titolo ha catturato l’attenzione di un lettore attento: “Pani dimenticati”, di Rita Monastero.

Che senso ha fare un libro sui pani che non si ricordano più? Se si sono dimenticati, a rigor di logica viene da pensare che nessuno se ne occupa più, nessuno li ha in mente, sono andati perduti, …

I pani dimenticati, quindi, sono pani persi davvero per sempre?

“Ricette antiche che si tramandano da generazioni e costituiscono un patrimonio importante di storia e cultura. Impasti diversi, in un mondo in cui tutto viene omologato e costretto a sottomettersi alle leggi del mercato e del consumismo.

Sono pani che richiedono ingredienti specifici, naturali, unici, che raccontano un territorio, una geografia, una ricorrenza, che parlano di noi e delle nostre radici.

Ci ricordano da dove veniamo e chi siamo. 

E per essere preparati hanno bisogno di tempo, di un atto di amore e di generosità.”

Son queste le parole di Sveva Sagramola che presentano il libro e introducono al “viaggio attraverso l’Italia per riscoprire i sapori di una volta”, come recita il sottotitolo del volume.

“È d’obbligo”, scrive la Monastero, “iniziare questo libro partendo dal Friuli Venezia Giulia, perché questa è stata la prima regione italiana che si è mossa a tutela del pane, per salvaguardarne la tipicità e i processi tradizionali di realizzazione”.

“In questo mio studio della tradizione locale dell’arte bianca”, continua l’autrice, “mi sono imbattuta in tante ricette di antica memoria, tramandate magari solo oralmente, le cui tradizioni sono irreperibili; è il caso del saltimpanza, per esempio, che altro non sono se non semplici panini ingolositi da burro e zucchero prima di pezzatura e cottura”.

Ma questo è solo un assaggio del cammino di Rita Monastero lungo il territorio italiano: “Dietro ogni pane c’è una storia. (…) Solo che noi uomini facciamo in fretta a voltare pagina e ci lasciamo alle spalle pezzi di vita e tradizioni che ci appartengono e fanno parte del nostro essere; perdere tutto ciò significa smarrire una parte di noi stessi. Se questo accadesse, se lasciassimo andare questi ricordi, perderemmo una parte importante di ciò che siamo…”.

 

R. Monastero, I pani dimenticati. Un viaggio attraverso l’Italia per riscoprire i sapori di una volta, Gribaudo.

Pani dimenticati, pani perduti?
Pani dimenticati, pani perduti?
Laura Rizzato

Laura Rizzato

Laura Rizzato, Laurea Magistrale in Lettere Moderne e una passione, fin da ragazzina, per il cibo buono e ben presentato.

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