Panino Italiano Magazine

Pane e latte

Paninosofia by Fabio Zago 22/10/2020

Nel 1696 questo famoso dipinto di Vermeer, pittore allora quasi sconosciuto, fu venduto all'asta per 175 fiorini. È l’equivalente della paga trimestrale di un bravo operaio, e questi soldi sono serviti per pagare i debiti lasciati dal pittore, morto poverissimo nel 1675.


A cura di Fabio Zago


Dopo molte vicende e passaggi di proprietà, "La lattaia" viene acquistato nel 1908 dal parlamento olandese ed è custodito ad Amsterdam, Rijksmuseum.

Come sappiamo, oggi vale milioni e milioni.  

È uno dei dipinti più noti di Vermeer, secondo solo a “Fanciulla con turbante”, meglio nota come “La ragazza con l'orecchino di perla” e a pochi altri.

La scena è essenziale, fatto del tutto unico nella pittura olandese del Seicento.

La luce tipica di Vermeer penetra dalla finestra e illumina, il giallo e blu sembrano "alla Van Gogh”.

La cesta di vimini e la brocca di rame appesi alla parete, realizzati con la tecnica a puntini.

L'attenzione è rivolta alla concentrazione della domestica che si occupa delle semplici faccende quotidiane.

E, per me, è ancora più affascinante quell'incredibile brano di natura morta rappresentato dal latte e dal pane sul tavolo

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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