Panino Italiano Magazine

Otto domande a Sonia Peronaci

Interviste by Ludovica Amat 24/07/2017

Sonia Peronaci è una sintesi perfetta dell’unità d’Italia, sotto il segno del cibo. Per le sue origini che uniscono profondo nord e sud e perché la sua credibilità è il modo di porsi ha incoraggiato cuoche e cuochi di casa di tutta Italia a cimentarsi con fantasia, migliorando il proprio rapporto con i cibo. Pioniera del cibo sul web, Sonia dopo aver lasciato il suo primo grande progetto giallozafferano ha concentrato ora le sue forze su una dimensione della cucina più intima di cui trovate tutte le informazioni qui: www.soniaperonaci.it. L’ho intervistata quando è venuta alla Accademia del Panino Italiano, dove ha preparato un suo panino must, con polpo e erbe amare.

 

La prima cosa che ti viene in mente se dico “panino”.

Mia mamma! Da piccoli adorava prepararci panini, diciamo che ogni scusa era buona, era probabilmente quello che più di ogni altra cosa le suggeriva il concetto di gita. Il fatto è che ne preparava così tanti e così buoni che, cominciavamo a mangiarli dopo solo mezz'ora di macchina! Mi pare li preparasse anche per quando andavamo al cinema…

Il primo panino che hai mangiato?

Un panino con la mortadella. Li preparavano dal salumiere, se arrivavi appena gli avevano consegnato il pane ancora caldo eri fortunata! Sentivi il profumo della mortadella sprigionarsi nella bottega, già profumata di suo, a contatto col pane. Panini indimenticabili…

L’ultimo che hai mangiato?

L’ho preparato ieri per mia figlia. In teoria era solo per lei, che voleva tenersi leggera, in realtà poi l’ho preparato per tutti… perché era buonissimo, molto semplice, una sorta di burger con salmone e wasabi.

Che panino non mangeresti mai?

Sono onnivora e curiosa, non vedo preclusioni, tranne per gli insetti. Non ne posso neppure parlare!

Il panino italiano è diverso dagli altri? Perché?

E’ incredibile che nel nostro immaginario la prima immagine che associamo a un panino è quella del panino americano! Mentre in Italia, anche solo come tipologie di pane, possiamo contare su almeno 200 ricette di lievitati! Fate bene a preservarlo!

Una ricetta per un panino ambasciatore del made in Italy?

Anzitutto il pane: propenderei per un impasto con semola di grano duro, una di quelle farine profumate del sud tipo Tumminia, metterei nell’impasto dei semi di lino che in cottura sprigionino il loro profumo e sapore. Per la ricetta devo pensarci, ma certamente con un pane così sceglierei come ingrediente principale la burrata.

Come immagini il panino tra 20 anni?

La gente si renderà conto di voler ritornare ai sapori autentici, ad avere consapevolezza di quello che sta mangiando. Farà scelte sempre più improntate alla naturalità e alla trasparenza. Almeno, così mi auguro.

Se fossi un panino, che panino saresti?

Se fossi un panino mi farcirei certamente con del formaggio, lo adoro e non poterne più mangiare mi dispiace moltissimo!

 

Guarda qui la diretta FB!

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Ludovica Amat

Ludovica Amat

Consulente in Comunicazione d'Impresa dal 1985, ha concentrato la sua expertise nel settore alimentare dagli anni 2000, curando e valorizzando i progetti di aziende industriali o imprese artigianali dell'alimentazione, ristorazione e distribuzione. Del cibo la appassiona principalmente la capacità di favorire e migliorare la relazione tra persone, considera il cibo stesso un grande comunicatore. Del Panino Italiano predilige la potenzialità di incoraggiare aziende, concorrenti nello stesso comparto, a fare sistema per affermarsi, tutti assieme, nel mondo. Dal settembre 2015 è responsabile dei Branded Content, delle Pubbliche Relazioni e dell'Ufficio Stampa della Fondazione Accademia del Panino Italiano e dei progetti collegati alla Fondazione.

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