Panino Italiano Magazine

Otto domande a Barbara Tagni

Interviste by Ludovica Amat 18/01/2018

Barbara Tagni è la Direttrice delle Risorse Umane di un grande brand multinazionale del beauty (Sephora). Nel corso dell’intervista abbiamo avuto riprova che ragionare sui propri gusti, soprattutto gastronomici, sveli sempre qualcosa di noi; in lei, ad esempio, è emerso quanto la faccia sentire bene trovare equilibrio in ogni cosa che affronta. Nel quotidiano e nelle grandi scelte, con la sua famiglia e con le persone (molte!) con le quali ha che fare per il suo lavoro. Ricerca dell’equilibrio, nessuna forzatura per un risultato di serenità, condivisibile: questa la sua ricetta! Che somiglia incredibilmente a quella del panino che la conquistò ai tempi del liceo: una fragrante ciabattina con prosciutto crudo e caprino di alta qualità o alla ricetta dell’ultimo panino che ha mangiato: bresaola caprino e scorza di limone. Per Barbara Tagni dall’equilibrio tra persone e cose possono sempre nascere delle “perfezioni”.

Che cosa associa alla parola PANINO?
L’idea che mi arriva alla mente immediatamente è “piccola intensità “, il panino risponde per me al bisogno di nutrirmi, ma di regalarmi anche un po’ di piacere.

Il suo primo ricordo legato a un PANINO? 
I ricordi sono in realtà due: quello di quando  bambina, ogni tanto , la mamma mi preparava il panino ( la michetta ) con la nutella… era un premio per me! 
L’altro è legato agli anni del liceo e al mio adorato crudo e caprino. Ogni volta che le lezioni finivano tardi avevo la scusa per non pranzare a casa e poter gustare questo panino. Non so se fosse il bisogno di ritrovare le energie dopo tante ore di scuola o l’ottimo crudo, ma ricordo perfettamente la sensazione gustativa nel mordere quel panino.

L’ultimo che ha mangiato? 
Il Country del Panino Giusto, che chiedo sempre senza olio e trovo perfetto nell’equilibrio tra la bresaola, il caprino e la scorza di limone.

Un PANINO che non mangerebbe mai?
Il pane con la milza o altre interiora e tutti i panini che possono essere fatti con pesce.

Il PANINO ITALIANO ha una sua identità, diversa da tutti gli altri modi di intendere un panino? Se sì perché?
Il panino italiano è come una “prolunga” della nostra cucina…nasce da esigenze sociali di praticità, nelle case, dalle mamme ed è diventato un modo di nutrirsi con semplicità.

Come immagina una ricetta di PANINO che possa diventare icona o ambasciatore del made in Italy?
Torno al mio crudo e caprino! O si potrebbe pensare al semplicissimo panino al prosciutto, nel mondo tutti conoscono il prosciutto, ma pochi capiscono la differenza tra un buon crudo e un altro.

Il PANINO tra 20 anni sarà cambiato? Come?
Secondo me il panino, quello vero, ritroverà sempre di più la sua identità. Stiamo riscoprendo il gusto di mangiare un buon pane e non un pane “di gomma”, di racchiudere un equilibrio di gusti al suo interno e con una sempre maggiore attenzione alla qualità di quello che si mangia, come la buona cucina, la poca cottura, la semplicità di ingredienti eccellenti.

Se lei fosse un PANINO?
Sarei un francesino con bresaola!

Ludovica Amat

Ludovica Amat

Consulente in Comunicazione d'Impresa dal 1985, ha concentrato la sua expertise nel settore alimentare dagli anni 2000, curando e valorizzando i progetti di aziende industriali o imprese artigianali dell'alimentazione, ristorazione e distribuzione. Del cibo la appassiona principalmente la capacità di favorire e migliorare la relazione tra persone, considera il cibo stesso un grande comunicatore. Del Panino Italiano predilige la potenzialità di incoraggiare aziende, concorrenti nello stesso comparto, a fare sistema per affermarsi, tutti assieme, nel mondo. Dal settembre 2015 è responsabile dei Branded Content, delle Pubbliche Relazioni e dell'Ufficio Stampa della Fondazione Accademia del Panino Italiano e dei progetti collegati alla Fondazione.

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