Panino Italiano Magazine

La leggenda aurea

Paninosofia by Fabio Zago 05/09/2018

"I miei quadri sono validi, ai miei occhi, se gli oggetti che rappresentano resistono a interpretazioni per simboli o ad altre spiegazioni".

Forse i pani volanti di questo dipinto sembrano altro; vanno in un senso o nell'altro, sembrano uno stormo di una cieca specie animale.

Certo il pane e il cielo sono elementi fortemente simbolici della pittura tradizionale.

Se leggo che Ulisse lotta con un gigante con un solo occhio va tutto bene, perché io e tutti noi accettiamo un patto con l'autore e sappiamo che stiamo leggendo un racconto mitologico. Magritte rompe ogni volta il patto con lo spettatore. Mi chiede di credere a delle baguette che volano; e io ci credo. E accetto la totale dissociazione dalla logica, dalla verosimiglianza, da ogni collegamento tra le cose. Anche se poi, contro la volontà dell'autore, non riesco a non cercare dentro qualcosa "oltre" ciò che si vede, mentre Magritte mi ammonisce scrivendo nei suoi appunti, che accompagnano tutta la sua vita e le sue opere, che il mistero del vivere e del morire va affrontato piuttosto che interpretato.

Dipinto nel 1958, è un olio su tela di 97 x 130, conservato negli USA, Rogath Collection.

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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