Panino Italiano Magazine

La civiltà egizia e il pane

Paninosofia by Fabio Zago 03/08/2017

"A tavola gli Egizi mangiavano molti cibi diversi.

Soprattutto mangiavano cereali, verdure, legumi e frutta: orzo, grano, farro, cipolle, aglio, cetrioli, lattuga, lenticchie, fichi, uva, datteri, meloni.

Il pane era l’alimento principale: gli Egizi producevano moltissimi tipi di pane.

Si nutrivano inoltre di pesce, cacciagione e carne bovina arrostita, lessata, stufata o essiccata.

Usavano l’olio di sesamo per condire e per friggere; con il miele dolcificavano le pietanze.

La loro bevanda preferita era la birra. Solamente i ricchi bevevano il vino."

Questa è la tavola 16 del lavoro di ricerca di una classe quarta elementare.

Il pane era l'alimento principale. 

La mietitura è finemente raccontata in questo affresco, che sembra superare decisamente la classica, ieratica, simbolica forma classica dell'affresco egizio.

Noto una certa profondità che indica una capacità pittorica moderna.

Al di là delle suggestioni estetiche, ancora una volta le antiche civiltà raccontano di un percorso quotidiano all'interno del quale le tecniche produttive legate alla produzione dei cereali e dei prodotti derivati, soprattutto il pane, accompagnano l'uomo costantemente nel suo cammino di sviluppo e progresso.

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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