Panino Italiano Magazine

L'istante fotografato da Vermeer

Paninosofia by Fabio Zago 06/04/2018

Il tema delle scene di cucina ebbe una notevole diffusione nei Paesi Bassi fin dal Cinquecento. 

In seguito, l'interesse verso queste rappresentazioni era scemato, restando però vivo a Delfi.

Vermeer rappresentò una donna robusta, probabilmente una cuoca, intenta a versare il latte sul pane in un interno domestico spoglio. A differenza dei suoi predecessori, all'artista non interessava rappresentare una pittoresca scena di genere o una natura morta di cibi e pietanze più o meno arricchita dalla presenza di figure umane di contorno: sebbene infatti questi temi siano riecheggiati e in parte sviluppati nel dipinto (soprattutto la bella descrizione degli oggetti), quello che colpisce soprattutto è l'atmosfera rarefatta e silenziosa, senza enfasi. 

La lattaia è infatti colta mentre fa un gesto quotidiano, eseguito quasi con silenziosa sacralità.

Nella stanza, illuminata dalla classica finestra sulla sinistra, fonte di luce in quasi tutti i suoi dipinti e caratterizzata da una parete spoglia come sfondo, gli oggetti immobili rifrangono la luce svelando le loro diverse caratteristiche materiche: in primo piano, sul tavolo, una brocca con coperchio appare lucida e smaltata.

E’ stupendo il pane che sembra croccante e altrettanto uniche le briciole.

Il cestino di vimini assorbe la luce con maggiore opacità. Questi effetti sono ottenuti variando sapientemente la tecnica pittorica, ora liscia e velata, ora ruvida e fatta di piccoli puntini. Accanto alla finestra un'attenzione analoga è riposta nella rappresentazione di una gerla appesa e di un paiolo d'ottone. In basso, sul pavimento, si vede poi uno scaldino, tra briciole sparse sul pavimento, vicino a una fila di mattonelle che fanno da battiscopa. Anche la parete è resa vibrante da alcune semplici ma efficaci notazioni realistiche dell'ambiente: alcune macchie, un chiodo a cui non sta appeso niente, i segni dell'intonaco scrostato sul lato più umido, che dà all'esterno. Ad accrescere il senso di modestia di questo angolo di cucina, un vetro della finestra è rotto. L'insieme cromatico è unico: Vermeer ha infatti il dono rarissimo di far nascere la pittura, nello stesso istante, come luce e come colore. 

È conservato ad Amsterdam, presso il Rijksmuseum.

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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