Panino Italiano Magazine

Insetti, larve e grilli se il panino italiano non è ancora pronto

Il panino a 360 gradi by Eleonora Tiso 04/03/2019

Gli italiani tendono a rifiutare gli insetti come cibo del futuro e a preferire i piatti tradizionali: è solo una questione di abitudine o c’è di più?

a cura di Eleonora Tiso

Ci definiamo grandi innovatori e propensi alle sperimentazioni in materia di cibo, ristoranti e ingredienti. Siamo innamorati di tutto il cibo tradizionale che la nostra Italia ci può offrire, coltiviamo e alleviamo con uno sguardo attento alla qualità, prediligiamo la dieta mediterranea. E se non lo facciamo noi direttamente, c’è chi lo fa per noi ed è proprio lì che indirizziamo le nostre scelte e i nostri consumi.

Noi italiani siamo così, amanti dell’innovazione ma da sempre ancorati alla tradizione, alle ricette di famiglia, agli ingredienti regionali. Perché per noi il cibo è, prima di tutto, una questione di cultura. E culturalmente, forse, non siamo ancora pronti ad accogliere uno dei cibi più promettenti del prossimo futuro, gli insetti. Nel nostro immaginario larve, bruchi, grilli, cavallette e simili sono associati solo alla sporcizia e ad un senso di fastidio e fobie varie. Anche se qualcosa sta cambiando.

Dopo il primo gennaio 2018, il Parlamento europeo ha introdotto la possibilità di commercializzare in Italia una serie di novel food, tra cui anche piatti e preparati a base di insetti, e secondo una ricerca Doxa ben il 40 per cento degli italiani si è dichiarato propenso a nuove sperimentazioni gustative. La maggiore apertura riguarda i giovani tra i 18 e i 34 anni, ma è comunque un dato che dice molto sulla direzione che stiamo prendendo.

La domanda, però, è: perché dovremmo mangiare gli insetti? Gli aspetti positivi sono molti e non riguardano solo la sostenibilità e le risorse ma anche i preziosi valori nutrizionali e la versatilità in cucina. Potremmo dichiararci pronti, ma non del tutto. Potrebbe essere necessario iniziare con burger, polpette, chips e farine che sono a base di insetti ma che, di fatto, non li mostrano nel piatto nella loro interezza. Si, questo potrebbe aiutare molto…

Forse, paradossalmente, il panino italiano potrebbe giocare un ruolo fondamentale a questo proposito. Potrebbe essere il primo canale di ingresso, l’approccio democratico degli insetti nella nostra alimentazione conservatrice proprio perché nel panino li troveremmo sotto forma di burger o polpette, ben conditi e accompagnati da altri ingredienti. Così impiegati, potremmo addirittura riuscire ad apprezzarne il sapore senza essere disturbati e condizionati dall’idea classica di insetto. Da quasi due anni, per esempio, in Svizzera la Coop vende nei propri supermercati i prodotti a base di insetti realizzati da Essento, una start-up che si occupa proprio di produrre e commercializzare prodotti alimentari fatti principalmente di insetti e altri ingredienti complementari.

E se è vero che il cibo è una questione culturale, è vero anche che l’abitudine può fare molto nel cambiamento di alcuni pregiudizi. Nonostante i gusci siano fatti della stessa sostanza, non esiteremmo un attimo a preparare un panino gourmet con gamberi o con i crostacei in generale, ma immaginarne uno con grilli o cavallette intere ci disgusta profondamente. Diamoci del tempo, dunque, nella speranza che questi cibi possano entrare a far parte della tavola degli italiani e modificare il nostro palato e i nostri gusti che, per natura, temono il nuovo.

Eleonora Tiso

Eleonora Tiso

Irpina, due lauree in comunicazione e una passione sfrenata per il cibo e le nuove tecnologie. Food writer, food stylist e fotografa.

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