Panino Italiano Magazine

Il vero tiramisù, da Treviso alla conquista dell’Europa

Il panino a 360 gradi by Daniela Guaiti 06/02/2020

Il dolce perfetto dopo un panino è il tiramisù, e ne abbiamo scovato uno speciale.

Uova, mascarpone, zucchero e un goccio di panna. La ricetta è precisa e codificata. Il risultato è la crema del Tiramisù: uno dei simboli della cucina italiana e un’autentica bandiera della sua città natale, Treviso.


A cura di Daniela Guaiti


Da questa premessa prende le mosse “Il Tiramisù - Dolce di Treviso”. Un progetto che porta nel mondo l’autentico dolce trevigiano a base di savoiardi, caffè espresso e della inconfondibile crema: l’elemento che (se realizzato con abilità, dosaggi precisi e ingredienti freschissimi) costituisce la vera differenza tra la preparazione originale e le infinite varianti e imitazioni. 

L’idea è di tre giovani imprenditori trevigiani: Elisa Menuzzo, esperta di psicologia del lavoro, Debora Oliosi, specializzata in digital communication & marketing e Alberto Curtolo, laureato in economia e gestore di attività commerciali nel settore del food&beverage. 

Dall’incontro di queste professionalità, nel 2019 nasce l’idea di creare un prodotto “100% originale trevigiano” che potesse rappresentare la città di Treviso in Italia e all’estero, puntando contemporaneamente alla valorizzazione turistica e culturale della Marca Trevigiana e del Veneto. I tre soci hanno quindi iniziato a studiare la possibilità di produrre su scala industriale la crema del Tiramisù, seguendo alla lettera la ricetta originale, utilizzando ingredienti freschi e senza l’uso di conservanti e aromi artificiali. Una crema che risultasse identica nell’aspetto e nel gusto a quella preparata nelle cucine delle nonne e delle mamme trevigiane. E l’obiettivo è stato raggiunto con l’aiuto di esperti e professionisti del settore: primo fra tutti il tecnologo alimentare Enzo Cangiulli. 

Risultato: in gennaio, nello stabilimento di Quinto di Treviso, ha preso il via la produzione della crema, che diventa così il centro di un progetto ampio e articolato. Dal laboratorio trevigiano la crema verrà distribuita ai punti vendita dove il Tiramisù verrà assemblato al momento secondo le preferenze del cliente, oppure proposto già assemblato nella versione tradizionale. E ancora, la crema verrà consegnata a ristoranti, bar, catering, gastronomie e negozi di specialità alimentari per consentire a gestori, chef e negozianti di proporre ai propri clienti l’autentico Tiramisù trevigiano. 

Ora l’obiettivo dell’azienda è l’apertura di punti vendita “Il Tiramisù – Dolce di Treviso” nelle principali città italiane ed europee, partendo – e non poteva essere diversamente - da Venezia. Così il 25 gennaio, in Campo SS. Apostoli, è stato inaugurato il primo negozio, al quale seguiranno, nei prossimi mesi, quelli di Verona, Firenze, Milano e Roma oltre che, naturalmente, Treviso, in uno splendido palazzo del centro storico. 

Contestualmente avverrà l’espansione del brand in Europa nelle principali città di Germania, Regno Unito e degli altri Stati dell’Unione, e l’apertura del canale Ho.Re.Ca. rivolto a ristoranti, bar, caffetterie e gastronomie che – grazie appunto alla crema pronta - potranno proporre ovunque il Tiramisù originale trevigiano assemblato al momento. 

A caratterizzare i punti vendita della catena sarà il modello lanciato con il primo negozio veneziano: uno spazio “anni sessanta” in cui ricreare la “cucina della nonna”, calda, accogliente, e perfetta per la preparazione del “suo” Tiramisù. Unico e indimenticabile. 


Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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