Panino Italiano Magazine

Il succo della bontà

Drink by Daniela Guaiti 15/05/2017

C’era una volta la centrifuga: oggi però tutti cercano il benessere e il sapore racchiusi nella frutta, e la tecnologia offerta dagli estrattori consente di ricavarli nella loro pienezza.

In particolare l'estrattore Slow Juicer di Caso Design, brand made in Germany distribuito in Italia da Punto De, offre il massimo delle prestazioni in questo senso: è lo strumento ideale per chi nel suo locale vuole offrire succhi di frutta e verdura, sani e ricchi di gusto.

La spremitura graduale e lenta consente di preservare gli aromi e i profumi e di mantenere intatte le sostanze nutritive della polpa e della buccia: gli estratti mantengono tutte le proprietà della frutta e della verdura da cui sono ricavati, scartando solo la fibra, ricavando il meglio persino dai semi.

Slow Juicer è facile e veloce da usare: l’ampiezza del cilindro permette di introdurre la maggior parte degli alimenti interi, senza bisogno di tagliarli o sbucciarli o privarli dei semi. Tutto il “lavoro” che rimane è quello di miscelare con fantasia i vari elementi per ottenere profumi sempre nuovi, che conquisteranno tutti. Anche i più piccoli, spesso restii a mangiare la frutta al naturale.
Inoltre, grazie ai tre diversi filtri in dotazione, Slow Juicer permette di preparare anche mousse e sorbetti. 

Un’offerta salutare che le piccole realtà possono affiancare alla carta dei panini, per ampliare la proposta con idee colorate e stuzzicanti, adatte per accompagnare un pasto, per un aperitivo green ma anche come insolito dessert.
 

Il succo della bontà
Il succo della bontà
Il succo della bontà
Il succo della bontà
Il succo della bontà
Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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