Panino Italiano Magazine

Il pane e la cristianità 

Paninosofia by Fabio Zago 28/08/2017

L’importanza dei mosaici è eccezionale perché attraverso essi la cultura cristiana si chiarisce, si fissa e, conservandosi quasi integralmente nei secoli, svolge una funzione certo di rivestimento, una funzione decorativa, ma anche se non soprattutto una funzione didattica, educativa: è a tutti gli effetti insegnamento

Funzione che continuerà con gli affreschi, le pale di altare e i dipinti per molti secoli: un potente strumento di comunicazione e di narrazione della Chiesa cattolica.

Raccontando per immagini la storia sacra, annuncia la "buona novella" della salvezza.

In tal senso in Santa Maria Maggiore si anticipa una delle funzioni che, nel corso del Medioevo, verranno assegnate alla "decorazione" delle pareti interne delle chiese, momento essenziale, non più accessorio, della modulazione spaziale, del viaggio del fedele all'interno della basilica.

In questo mosaico del V sec. Melchisedech viene incontro ad Abramo offrendogli pane e vino (Gen. 14,17-20), mentre Cristo stende dall’alto il suo braccio, con chiaro riferimento all’eucarestia. La vicinanza all’arco trionfale dice la centralità del rapporto con Cristo e con i sacramenti che si vuole evidenziare nel racconto di Genesi.

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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