Panino Italiano Magazine

I panini della rinascita o la rinascita dei panini?

Il panino a 360 gradi by Andrea Martina Di Lena 11/06/2020

Guido Bosticco racconta la sua filosofia sul panino e spiega quanto la potenza delle parole riesca a tenere insieme anche due fette di pane.


di Andrea Martina Di Lena


I miracoli non avvengono solo la notte di Natale. Durante questa quarantena li abbiamo toccati con mano: la classe che si connetteva con il proprio insegnante per fare lezione a distanza, le videochiamate che ci tenevano in contatto con i nostri affetti più cari e purtroppo lontani, lo sbocciare dei fiori nel trapasso dall’inverno alla primavera con annessa la meraviglia della fioritura. E poi, c’è chi è riuscito a scrivere un progetto, a farne “Il Disciplinare Indisciplinato”, a creare un gruppo di lavoro che ha connesso più di 200 iscritti dando vita a “I panini della rinascita”.


Tra i fondatori di questa Community del Panino, mappata anche nella non più tanto prossima PaninoMap, c’è un filosofo che insegna scrittura creativa all’Università di Pavia, ha un trascorso come giornalista professionista e all’attivo vanta una agenzia di comunicazione (a carattere culturale e istituzionale) in attesa dell’uscita del suo libro su “Come i social hanno ucciso la comunicazione” (ed. Guerini). Lui è Guido Bosticco, fautore di un ritorno «all’espressione del prodotto, alla sua fase di spremitura, in un tempo in cui i social network hanno irregimentato in maniera ineludibile la comunicazione». Per una serie di fortuite e fortunate coincidenze è entrato in contatto con l’Accademia del Panino Italiano, o meglio, con i suoi artefici e protagonisti. Il 2020 era appena iniziato quando si stavano gettando le basi del format “I panini della rinascita”, poi tutt'a un tratto è stato pieno lockdown. 


Sarebbe stato comprensibile posticipare la comunicazione a tempi migliori ma sta proprio qui il valore di questo progetto veicolato da un’istituzione accademica. Che sia di ispirazione emotiva o pragmatica, “I panini della rinascita” scrive il menu di una nuova unità d’Italia che tiene insieme non solo tutte le ricette ma le singole storie con l’ambizione di raccoglierle tutte in libro. Il concetto di insieme sta alla base del panino ed è nella “sacralità” di questo cibo che si ritrova il companatico tra due fette di pane. 


Nel Manifesto si parla di rinascita non di ripartenza: una sfumatura sottile con cui si auspica «un rinnovarsi della vita, una nuova nascita e un mondo sicuramente migliore». È forte anche il concetto di libertà, quella che è stata negata a tutti in questi mesi e che ognuno vuole riprendersi. Non può mancare un messaggio di fiducia che supera quell’atteggiamento positivo nel sistema o di indole personale, venendo contestualizzata nel tempo delle mascherine in cui, non sapendo l’altro volto che si cela dietro la protezione, la nostra fiducia di conseguenza aumenta. Infine, questi panini vogliono esprimere convivenza tra quello che siamo stati e quello saremo perché è inevitabile parlare di una nuova identità. 


Sono cinque i panini che rispondono alle diverse voci de “Il Disciplinare indisciplinato”, etichette che inizialmente sono state richieste alla Community del Panino: circa 150 nomi condivisi su un gruppo WhatsApp che tiene le fila di tutti gli iscritti. Di questi nessuno è stato scelto ma ha comunque aiutato a ragionare sui cinque (primi) panini della rinascita. Ciascuna di queste ricette è standard per tutte le regioni ma allo stesso tempo prevede delle aggiunte o modifiche che valorizzino il territorio e le sue materie prime.


1. Mai visto a… in questo caso alla ricetta originale andrà aggiunto un ingrediente nuovo, a scelta del cliente o come sorpresa del creativo. Il panino andrà servito coperto con un tovagliolo o un coperchio sollevato davanti al cliente.

2. Abbraccio di… gli ingredienti che compongono il panino devono essere posizionati in modo che richiamino la forma di un abbraccio. Viene servito offrendo al cliente un abbraccio o imitando il gesto portandosi le braccia al petto.

3. Vicini di… il pane deve prevedere un ingrediente che proviene da un territorio vicino alla città in cui si trova il proprio locale e nella stessa regione. Per ciascun panino ordinato si darà una indicazione curiosa sul luogo vicino da cui proviene l’ingrediente.

4. Noi di… un pane di grandi dimensioni viene diviso tra il cliente che lo ordina e altri commensali. Un selfie immortalerà questo momento di condivisione ed essere postato con #paniNoi.

5. Il sogno di… un solo ingrediente a scelta del cliente mentre al resto pensa il creativo: prima di addentarlo il cliente dovrà chiudere gli occhi.



Andrea Martina Di Lena

Andrea Martina Di Lena

Nessuno ha mai capito se la mia prima parola sia stata pappa o papà, ma io credo più nella prima.

Ho ultimato la mia tesi magistrale tra cene fuori e articoli da scrivere quando ero già giornalista pubblicista nel campo enogastronomico.

Quando organizzo i miei viaggi prenoto prima il ristorante dell'hotel, per ogni quartiere di Roma potrei consigliare dove mangiare un buon gelato artigianale e sono convinta che per giudicare una cucina ci si debba tornare almeno due volte, forse tre. No, il delivery non vale.

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