Panino Italiano Magazine

Dolceforte

Paninosofia by Alberto Capatti 16/10/2017

Il traidue (sandwich) di Fillìa nella "Cucina Futurista" (Sonzogno, 1932) è stato consacrato da una mostra nella sede dell’Accademia del Panino Italiano, e dalla sua riformulazione di Claudio Sadler proposta nei locali di "Panino Giusto". Esiste però un secondo panino futurista che vogliamo ricordare, la cui ricetta è presente nel medesimo volume, (p.233) fra un “svegliastomaco”, fetta di ananas e sardine, e un “brucioinbocca”, polibibita (cocktail) con whisky, lattemiele, alkermes, vermouth e strega. Eccovi, più tranquillo il

Dolceforte

(formula Signora Barosi)

Traidue formato da due fette di pane al burro, spalmate all’interno di senape, che comprimono banane e acciughe.

La Signora Barosi, è moglie del futurista ingegner Barosi, presente con ben cinque ricette. Va citato il pranzo sacro da lui offerto ai futuristi che hanno visitato gli appartamenti suoi e del dottor Vernazza “contenenti pitture d’Arte Sacra”: nel menù figuravano “panini al burro spalmati di caviale, e internati in una grossa zucca” (p.197).

Dolceforte era un termine d’uso che ritroviamo in “Pinocchio” ed Artusi dà una ricetta del cignale dolce-forte, in cui forte è la carne di cinghiale con la sua cotenna e un dito di grasso, mentre il dolce viene da uva passolina, cioccolata, pinoli, candito e zucchero. L’estensione al panino con l’abbinamento banane-acciughe è una novità, una provocazione in stile futurista. La banana era prediletta dai Barosi e ne figurano fette nella ricetta del rigeneratore e di avanvera, con mandorle tostate, acciughe, caffè tostato, fette di pomodoro e formaggio parmigiano, ognuno di questi ingredienti distinto e separato su un piattello d’alluminio. Libero il futurista di assaggiare, combinare o rinunciare ad un ingrediente.

Alberto Capatti

Alberto Capatti

Ha diretto la rivista La Gola e il mensile Slow di Slow Food. Ha scritto libri e saggi di storia della cucina francese e italiana ed è stato il primo Rettore dell'Università delle Scienze Gastronomiche di Pollenzo.Gli abbiamo proposto la presidenza dell'Advisory Board perché ama valorizzare i patrimoni potenziali, rendendoli beni comuni e fruibili da tutti, sotto l'egida di una ricerca instancabile della verità e della trasparenza.

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