Panino Italiano Magazine

Collettivo Gastronomico Marina: mangiare per ripartire

Prodotti & Produttori by Chiara Corona 22/07/2020

Uniti, mangiamo!” Questo è il motto del “Collettivo Gastronomico Marina”, un’iniziativa nata dalla volontà di quattro amici e imprenditori cagliaritani di unire le proprie forze per superare insieme l’emergenza Covid e riprendersi il loro quartiere: la Marina.


A cura di Chiara Corona


Riccardo Porceddu di Osteria Kobuta, Filippo di Oyster, i simpaticissimi ragazzi di Sabores e Impasto: questi sono i protagonisti del Collettivo Gastronomico Marina, una storia di rinascita dalla terribile esperienza del Covid, ma soprattutto una storia di collaborazione e amicizia. I quattro imprenditori cagliaritani, oltre ad essere colleghi, sono infatti prima di tutto amici, da sempre accomunati dall’amore per il buon cibo, per il soleggiato quartiere in cui lavorano, la Marina, e sfortunatamente, negli ultimi mesi, anche dalle grandi difficoltà generate dall’inaspettato Covid.

Nessuno poteva far niente, nessuno poteva far entrare i clienti nel proprio locale”: questi erano infatti i problemi che i quattro ristoratori si sono trovati a condividere, problemi allora senza soluzione ai quali si aggiungeva sempre la stessa domanda: “Potremo mai riaprire?”.
Tali perplessità avrebbero potuto abbattere l’animo di chiunque, ma non dei quattro amici, i quali si sono chiesti: “Che cosa possiamo fare per dare una svolta a questa situazione?”. È proprio a partire da questa domanda, dall’idea di Nicola Marongiu, socio di Sabores, e dalla creatività, passione e voglia di fare insieme dei quattro ristoratori, che nasce il “Collettivo Gastronomico Marina”. Il suo obiettivo? Come dice il suo slogan “Riprendiamoci le strade e le piazze della Marina”, facendo rivivere la strada come luogo di incontro, trasformandola nella nuova sala ristorante, “mangiando, bevendo con gusto e voglia di stare insieme”.


Si tratta infatti di un appuntamento settimanale culinario: ogni giovedì la condivisa via Baylle si costella di luci, colori, persone e piccole lavagne in cui ognuno dei quattro locali propone sfiziose e personali offerte street food. Parliamo di un vero e proprio percorso culinario, in cui tra i protagonisti non poteva mancare il perfetto cibo da strada, il soggetto del nostro magazine: il panino, o meglio i panini. Ognuno di questi è infatti unico, differente dagli altri per forma, consistenza, sapore, in base alla creatività di ciascuno dei quattro ristoratori e alla filosofia e stile dei propri locali.


Il primo esempio: Sabores. Ogni giovedì i ragazzi della piccola bottega artigianale non mancano mai di proporre panini che rispecchino la loro semplice ma efficace filosofia: “dar da mangiare alle persone cose buone”, un obiettivo che tuttavia non potrebbero raggiungere senza il loro amato e sapiente cuoco Enrico Carta. “Anche noi diamo idee, spunti, partecipiamo naturalmente alla realizzazione, ma sicuramente lui ha l’ultima parola - racconta il membro dello staff Samuele Muscas - È lui che ha la giusta esperienza di assemblaggio, gusti, bilanciamento”, operazioni nella quali il suo utilizzo di materie prime locali rende i panini perfetti rappresentanti dell’altro principio alla base di Sabores “il cibo come espressione del territorio”. 

Un esempio? Il panino del quinto appuntamento del Collettivo, farcito con roastbeef ottenuto da due punte di spalla di vacca vecchia d’Arborea e salsa tonnata realizzata con tonno E.Salis di Sant’Antioco, l’armonioso connubio tra la terra e il mare della Sardegna tra due morbide fette di pane.


Proprio dal pane nascono invece i panini di Impasto, o meglio dall’impasto stesso, con cui i simpatici panificatori premiano ogni giorno il nobile lavoro di filiera delle due realtà fornitrici delle loro farine: “Molino Paolo Mariani”, situata a Senigallia, Marche, territorio da cui provengono i grani usati per la loro farina di grano tenero, e la cooperativa sarda “Sardo Sole”, presente nella Marmilla, da sempre loro amici e punto di riferimento per la farina di grano duro. Ed è così che dalla semplicità e qualità delle due farine nascono i panini di Impasto, senza latticini, senza uovo, aventi come unico grasso l’olio extravergine e che i nostri panificatori si divertano a modellare in forme sempre diverse.

Si passa infatti da un semplice pane tondo, al pan bauletto, al pane per hot dog, alla focaccia proposta al quinto appuntamento del Collettivo, farcita con pecorino e manzetta cruda. Parlando di panini non si può infatti non parlare di condimenti, lo sanno bene i ragazzi di Impasto, i quali applicano nella selezione degli ingredienti per i loro panini gli stessi parametri usati per la scelta delle loro farine: eticità, qualità, località.


Lo stesso si può dire per il proprietario dell’Osteria Kobuta, Riccardo Porceddu, il quale realizza la sua cucina fusion sardo-giapponese creando interessanti combinazioni tra prodotti freschi locali e piatti tipici giapponesi, quali i suoi insoliti, soffici, deliziosi bao. Ed è così che ogni giovedì il cuoco sardo, amante del Giappone e del cibo da strada, riempie il panino cino-giapponese, al latte, cotto al vapore con farciture sempre diverse: dal manzo affumicato, al Chashu, la carne di maiale usata nel ramen, alle ali di pollo bollite e poi grigliate, protagoniste dei suoi Tori Bao Buns, proposti al quinto ma non ultimo appuntamento del Collettivo Gastronomico.


I quattro amici ristoratori assicurano infatti che continueranno a deliziare il quartiere Marina con le loro proposte street food sino al 30 Luglio. E dopo? La risposta è ancora incerta. La situazione infatti non è più quella iniziale: sono diminuite le restrizioni, la gente può tornare a sedersi comodamente nei locali e i turisti ad affollare di nuovo le strade. Insomma si torna finalmente alla normalità, una normalità in cui però il Collettivo Gastronomico Marina potrebbe non trovare il suo posto. 

Tuttavia non è ancora tempo di rattristarsi, mancano ancora due settimane, il sesto appuntamento si avvicina e i nostri quattro ristoratori sono già pronti ad accoglierci con i loro panini: Panino con fegato alla veneziana e uovo morbido di Impasto; Panino Crispy Sabores Bacon, di Sabores e infine il Chashu Sando, una gustosa focaccia grigliata farcita con la carne di maiale Chashu, de l’Osteria Kobuta. 

Tutto sempre con la stessa allegria, voglia di condividere e rinascere insieme, riempiendo la Marina con lo stesso unico piccolo grande slogan “Uniti, mangiamo!”.

Collettivo Gastronomico Marina: mangiare per ripartire
Chiara Corona

Chiara Corona

Sono una ragazza di vent’anni, provengo dalla splendida Sardegna e sono completamente innamorata del cibo. Sin da piccola è stato il mio primo interesse, la mia grande passione. Col tempo ho poi realizzato che il cibo non era solo l’elemento necessario per la mia sopravvivenza, ma bensì la mia principale fonte di felicità, una felicità così grande tanto da sentire immediatamente la necessità di comunicarla. Questa è la ragione per cui due anni fa mi sono trasferita nella ridente cittadina che ha dato i natali all’omonima salsiccia piemontese, Bra, per frequentare l’inimitabile “Università di Scienze Gastronomiche”. Mi sono iscritta con la volontà di studiare il cibo in tutti i suoi aspetti, da quello antropologico a quello scientifico, ed un giorno, essere capace di comunicare cosa sia veramente: il complesso e sostanziale sapore delle nostre vite.

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