Panino Italiano Magazine

CoffeeTail firmati Lavazza e i nuovi orizzonti gustativi del caffè

Drink by Roberto Magro 27/06/2019

Estate e aperitivo, possibilmente all'aperto, rappresentano le tre condizioni ideali per concludere la giornata e godersi il tramonto.

 

In città come Milano, ma non solo, le occasioni non mancano: un vero e poprio boom quello della mixology, che ha fatto nascere nuovi locali dedicati al bere miscelato, il bartender una figura sempre più richiesta. Veri e propri professionisti dei cocktail, che forniscono consulenze dando libero sfogo alla propria creatività.

Anche i locali della ristorazione più classica iniziano a sviluppare l'idea del cocktail pairing o riprendono la moda, più d'oltreoceano che nostra, del cocktail che apre le danze prima del pasto oppure a conclusione come after dinner.

Può accadere che persino luoghi deputati al chicco di caffè e alla bevanda in tazzina più amata dagli italiani, inizino a 'contaminare' la propria offerta con i cocktail.

Lavazza è stato uno dei primi marchi, se non il primo, a percorrere questa strada.

Attraverso due secoli di storia, l'azienda familiare torinese è giunta alla quarta generazione: core business è sempre stato quello della produzione di caffè, unendo varietà di diverse origini, il concetto di miscela.

Alla continuità rispetto al passato in casa Lavazza hanno sempre legato l'innovazione che guarda al futuro e, se ci pensate, da miscela di caffè a miscelare nel bicchiere il passo può essere breve.

Il primo tentativo in questo senso è stato compiuto già nel 2004, complice lo spirito innovativo di Ferran Adrià, quando Lavazza ha fatto uscire il caffè dalla tazzina per farlo rientrare in un bicchiere, nel vortice del bere miscelato il risultato è stato l'analcolico Passion Me (caffè abbinato a menta e frutta tropicale).

Superata una prima resistenza, sopratutto italiana, a concepire il caffè in un cocktail, la creatività Lavazza ha continuato negli anni a sviluppare l'idea, nel solco della filosofia del Coffee design.

Un concetto che da anni impegna il Training Center Lavazza, il laboratorio di idee del gruppo, che ha ideato sempre nuovi prodotti, partendo dal chicco tostato verso nuove frontiere del gusto, occupandosi anche del design di tutti quegli strumenti che, dal cucchiaino alla tazzina, ruotano attorno al mondo del caffè.

Aperta la strada ai CoffeeTail, a ogni stagione le novità non mancano. Abbinamenti che non vogliono essere esercizi di laboratorio, ci racconta Marcello Arcangeli direttore del Training Center di Lavazza, ma che ricercano il riscontro del pubblico.

Tutte novità che si possono trovare nel Flagship Store Lavazza di Milano, dove il dehors invita a indugiare in chiacchiere attorno a un bicchiere.

Per l'estate 2019 si rinnova la collaborazione con la Campari Academy. Formazione, ricerca e cultura del prodotto accomunano le due aziende. Nascono così i nuovi cocktail Milano Mule e Bittersweet Paloma.

L'elenco dei CoffeeTail si arricchisce di nuove alchimie: gocce di caffè solidificate, grazie alla sferificazione, fluttuano in un Coffee Bubble Sangria.

Il cocktail forse più popolare, lo Spritz, conosce una nuova declinazione: oltre ad Aperol, seltz e scorza d'arancia, in aggiunta anche un concentrato di cold brew, l'estrazione a freddo del caffè, di tendenza quasi quanto lo Spritz, e il Coffee Spritz è pronto.

Non mancano finger food in accompagnamento, tra i quali è impossibile non notare il cucchiaino con l'iconica oliva sferificata di Adrià, un solo boccone fresco che esplode in bocca.

Se è vero che un buon pasto si conclude con un buon caffè, un buon cocktail al caffè non può avere abbinamenti banali o casuali con il cibo: le sinergie di Lavazza con esponenti di spicco della gastronomia non lasciano al caso questo aspetto.

Roberto Magro

Roberto Magro

Roberto è un impiegato a tempo indeterminato, ma aspirante “flâneur”, almeno nei sogni; un ozio creativo nel quale dedicarsi completamente alla buona tavola, al cucinare e alle arti visive, alla lirica e alla letteratura dell’opera omnia di Balzac.

Restando con i piedi per terra coltiva queste attività come passioni personali, quando può, nel tempo libero. Scrive di cibo perché amare qualcosa e voler comunicare questo amore, crede siano una cosa sola, da gourmand aspirante gourmet, sempre pronto ad imparare cose nuove

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