Panino Italiano Magazine

Chiaretto DOC: un nuovo compagno per i panini

Prodotti & Produttori by Daniela Guaiti 30/08/2017

È nata una nuova DOC: il Chiaretto si è separato dal Bardolino per affermare la sua identità autonoma, mentre Bardolino, a sua volta, torna alle proprie origini ottocentesche e valorizza le tre sottozone storiche: La Rocca, Montebaldo e Sommacampagna.

Il Chiaretto, con l’indipendenza conferita dal diventare una DOC a sé stante, mette in evidenza il proprio carattere di rosé chiaro, secco e profumato. Un carattere che lo rende perfetto in estate, compagno d’eccezione per tanti piatti leggeri tipici della bella stagione, e anche per i panini. "Il Chiaretto Doc – dice il presidente del consorzio di tutela, Franco Cristoforetti - è un vino fresco, agrumato, con una bella acidità e invitante alla beva. È il vino della cena informale o della chiacchiera fra amici, che si abbina perfettamente anche con il panino: dal più semplice al gourmet, farcito con pesce crudo."

Ma quale Chiaretto? Tra le tante etichette non c’è che l’imbarazzo della scelta. Ci si può lasciar affascinare dal colore cerasuolo del Chiaretto di Sartori, conquistare dalla vivacità assicurata da Cavalchina. Fresco e invitante Rodon di Le Fraghe, profumato di fiori, di agrumi e di erbe il Chiaretto di Le Fraghe, delicato e dissetante quello di Albino Piona: tutti vanno serviti freschi, a donare colore e profumo a una sera d’estate.

Chiaretto DOC: un nuovo compagno per i panini
Chiaretto DOC: un nuovo compagno per i panini
Chiaretto DOC: un nuovo compagno per i panini
Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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