Panino Italiano Magazine

Champagne o Spumante

Paninosofia by Fabio Zago 31/12/2017

Nel 1881– 82 Edouard Manet dipinge il bar alle Folies Bergeres, uno dei locali più famosi di Parigi.

Ne propongo un bellissimo dettaglio, le bottiglie di champagne più belle mai dipinte!

Si, lo so, siamo italiani; ma non dobbiamo essere così provinciali da negare l’assoluta unicità e qualità di questa eccellenza francese, nata grazie alla intuizione e al lavoro di un monaco benedettino, Dom Perignon, il quale, nella seconda metà del Seicento inventò questo meraviglioso capolavoro enologico.

E, in ogni caso, se preferite, potete scegliere il nostro spumante italiano, prodotto in particolare nelle zone tipiche, la Franciacorta o il Trentino, con le stesse tecniche e, in linea generale, con le stesse uve e con la stessa passione e abilità applicate nella regione della Champagne. 

L’estetica e la bellezza delle bottiglie sono uguali; le bottiglie dipinte da Monet non si discostano da quelle odierne. 

Al maestro francese bastano poche e decise pennellate per raccontare l’orgoglio francese ed evidenziare l’emblema del lusso. 

Spumante o champagne che sia, un brindisi carico di auguri di salute, serenità e buona tavola: Buon anno!  

Ps. E anche se l’abbinamento non è il più adatto, a mezzanotte, una bella fetta di pane-ttone. Che se non ci metto il pane, l’editore mi licenzia!  

Fabio Zago

Fabio Zago

Fabio Zago, docente dell’Accademia Gualtiero Marchesi, presta la sua consulenza gastronomica per riviste di settore e per numerose aziende agroalimentari.
E’ autore di testi scolastici adottati in diversi Istituti Alberghieri italiani e di numerosi libri di cucina per il grande pubblico.
Già durante gli anni di formazione all’Istituto Alberghiero ha iniziato a viaggiare per il mondo alla scoperta di realtà gastronomiche e culturali diverse dalla sua. Gli Stati Uniti, Londra e Parigi sono state le tappe fondamentali della sua crescita e gli hanno lasciato un’ impronta cosmopolita, ma al contempo hanno radicato in lui la convinzione che quella mediterranea è la miglior cucina possibile.
Dice di sé, parafrasando una celebre canzone di De Andrè: “Amo pensare che dove finiscono le mie mani debbano in qualche modo iniziare i miei ravioli di patate e foie gras”.

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