Panino Italiano Magazine

Cascioburger: le Marche tra due fette di pane

Prodotti & Produttori by Daniela Guaiti 05/03/2020

Un panino gourmet capace di valorizzare due grandi eccellenze del territorio: la Casciotta d'Urbino Dop e l’hamburger di carne di razza Marchigiana. È Cascioburger, proposta di Bovinmarche, la cooperativa di allevatori marchigiani che raggruppa 400 soci.


A cura di Daniela Guaiti


Non il solito hamburger: Cascioburger è un panino che racchiude una tradizione di eccellenza. Il primo ingrediente è la carne di razza bovina marchigiana: il Vitellone Bianco dell'Appennino centrale IGP, garantita da Bovinmarche attraverso il suo sistema elettronico di tracciabilità completa. Il secondo è la Casciotta d’Urbino Dop, gioiello della gastronomia marchigiana, bontà dalla storia secolare. Tanto che Michelangelo ne era davvero goloso: il grande artista aveva dei terreni a Casteldurante, l’attuale Urbania; mentre era al lavoro nella Basilica di San Pietro in Vaticano, per assicurarsi una scorta del suo formaggio preferito, Michelangelo avrebbe fatto affittare tre poderi con casa e terreno a Casteldurante dal suo domestico e più stretto collaboratore, nativo proprio della cittadina, Francesco Amatori, detto l’Urbino. È da questa figura, e non dalla vicina Urbino, città rinascimentale, che prende il nome la DOP. 

Oggi procurarsi la Casciotta è sicuramente più facile. Come facile è realizzare il Cascioburger: Per prepararlo, cuocete la carne Marchigiana Bovinmarche su una piastra calda (o in padella), senza olio, senza schiacciarla, per circa 3 minuti per lato a fuoco medio. Disponete la carne nel panino, aggiungete una fetta di Casciotta d’Urbino, farcite con insalata e cipolle.

E il pane? La scelta ideale è quello marchigiano, come il pane di Chiaserna, filoni di grano tenero a lievitazione acida, preparato con una “madre” proveniente dall’impasto del giorno precedente. Il risultato è assicurato.


Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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