Panino Italiano Magazine

Beacon: un nuovo modo di comunicare la qualità

Il panino a 360 gradi by Daniela Guaiti 21/04/2017

Sono una novità, e come tutte le novità incuriosiscono. E vanno conosciuti, soprattutto se si possono rivelare utili in ambito professionale. I Beacon rappresentano una possibilità in più per chi desidera far conoscere e promuovere la propria attività. Ce li siamo fatti raccontare da Simona Castelnuovo, Project Manager di Smart City.

Ci può spiegare in modo semplice cosa sono i beacon?

Sono dei dispositivi da collocare all’esterno o all’interno dei locali. Sono grandi circa 20 cm e grazie alla tecnologia bluetooth inviano agli smartphone delle notifiche push personalizzate. Chi ha scaricato l’app sul proprio cellulare riceve così dei messaggi di marketing di prossimità. La nostra app sarà presto attiva su Milano: si chiama smartMi e si rivolge a Milanesi e turisti.

Che messaggi si possono inoltrare?

Di ogni tipo: da un semplice benvenuto a un’offerta con tanto di coupon da presentare nel negozio o nel locale; nel caso di bar o ristoranti si può “lanciare” il piatto del giorno, il panino speciale, oppure proporre un menu.

Complicato da usare?

Per niente. Il ristoratore (o comunque il gestore dell’attività) che aderisce all’iniziativa ha a disposizione un portale per creare l’offerta che poi viene comunicata. Tutto molto semplice.

 

 

 

Beacon: un nuovo modo di comunicare la qualità
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Beacon: un nuovo modo di comunicare la qualità
Daniela Guaiti

Daniela Guaiti

Daniela Guaiti, autrice instancabile di manuali di cucina, ha fatto della divulgazione gastronomica la sua missione nella vita. Ha scritto libri su quasi tutto quello che ha a che fare con il cibo: la cucina tradizionale italiana e quella etnica, la cucina d’autore e quella dietetica, senza dimenticare i prodotti tipici, il vino e la birra. Tantissimi libri, con diversi editori, da Gribaudo a Giunti, da De’ Vecchi a Rizzoli, ma anche giornali: prima La Cucina del Corriere della Sera, e adesso La Cucina Italiana. Perché oltre al cibo, nella sua testa c’è la scrittura. Si è laureata in Letteratura Greca alla Statale di Milano, ma subito ha capito che non ci sarebbe stata un’altra via possibile: tra la letteratura e le ricette ha sposato queste ultime, senza se e senza ma. Anzi, un ‘ma’ c’è: ma non prendiamoci troppo sul serio!

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