Panino Italiano Magazine

"Bamboccioni a chi?" Gli oscar green 2016 rivelano una nuova giovane Italia

Il panino a 360 gradi by Barbara Rizzardini 18/11/2016

“Bamboccioni a chi?” è così che il Presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, presenta i dati delle piccole medie imprese italiane in occasione della premiazione finale della decima edizione degli Oscar Green, concorso promosso da Coldiretti Giovani Impresa che punta a valorizzare le idee imprenditoriali di giovani agricoltori. Sono infatti 600mila le imprese italiane condotte under 35: i giovani imprenditori italiani sono il doppio rispetto ai tedeschi. Anche per quanto riguarda le conduzione di imprese condotte under 40 l’Italia è sul podio al primo posto. 

Numeri sì, ma sopratutto fatti testimoniati ieri mattina dai progetti arrivati finalisti agli Oscar Green 2016: tantissime idee di imprese agricole giovani e innovative che ha rivelato un’Italia tutta giovane, nuova, attiva e che si aggiorna, si muove, studia e…sperimenta! Dalla Sicilia al Trentino sono 18 i giovani arrivati con le loro idee tra i finalisti di quest’anno e sei i vincitori, uno per ogni categoria. Tra le novità quindi c’è l’idea imprenditoriale di Andrea Passanisi che in Sicilia ha creato il primo caviale vegano, il “finger lime”, un frutto di forma molto simile a un cetriolo ma con un sapore molto simile al limone. Spicca anche il progetto realizzato da Roberto ed Elvira insieme alla Università di Caserta di ricavare dagli scarti del loro orto creme per il corpo, maschere per il viso e saponi biologici. Adriana Santonocito, invece, trasforma la sua tesi di laurea in un progetto di ricerca con il Politecnico di Milano realizzando un tessuto sostenibile realizzato con la cellulosa estratta dagli scarti delle arance. Poi c’è un gruppo di agricoltori che ha recuperato degli antichi gelseti per creare la seta tinta con prodotti naturali. L’architetto Lipari invece insieme al Comune di Siracusa e Campagna Amica ha inventato un orto sonoro che suona in base a come gira il vento. E’ il turno della birra stagionale fatta con radicchio di Treviso; a Napoli invece la mela annurca campana Igp viene trasformata in capsule che riducono il colesterolo cattivo. Simone Serafin produce olio di nocciola, nelle marche Marika Socci crea un fermentino da grappoli che ghiaccia, in lombardia Elena Lazzaroni si è fatta una stalla tecnologica con delle videocamere che le permettono di aver visione di quanto accade 24h24, Rosa e Paola Tortorelli in Puglia producono bambole e bomboniere con la preziosa lana delle loro pecore, la cooperativa sociale agricola di Antonio Lellici Tierre Altre in Trentino ha recuperato l’antico eleolito di Iperico. Anche Francesco Rizzo in Calabria si inventa la clementina snack da distribuire come merenda sana, Mariangela Stoppini in Umbria crea con i suoi prodotti il kit dell’agripasticcere, Bernardino Nardelli che ama l’hamburger non ha potuto far altro di creare la ricetta di un agri-ketchup, Gaetano Carboni avvia la prima radio contadina che trasmette della cima di un albero e l’ospedale di Giuseppe Candela a Salerno dove si può mangiare a km zero.

Non manca l'intervento della frizzantina Maria Letizia Gardoni, Presidente di Coldiretti Giovani Impresa, che ricorda il valore della nuova generazione legata alla propria storia e tradizione, ma che guarda ad un contesto europeo rappresentando un laboratorio italiano in continuo fermento. A chiusura del racconto di questa giornata di testimonianze non può mancare il riferimento all’importante firma congiunta del Ministro Giannini e Coldiretti al protocollo creato per lavorare insieme sull’attuazione dell’alternanza Scuola-Lavoro, sul made in Italy e l’educazione alimentare.

Insomma, una bella testimonianza molto promettente per un’Italia che troppo spesso è considerata vecchia, ferma, legata al passato e non capace di costruire in un contesto globale, e invece guardata con gli occhi dei giovani è innovativa, efficace, internazionale, concreta e rivolta al futuro.

Barbara Rizzardini

Barbara Rizzardini

Direttrice Fondazione Accademia del Panino Italiano.

Forte di una solida esperienza nel campo degli eventi culturali, ha dedicato al valore culturale e sociologico del Panino i più recenti anni del suo lavoro, con la realizzazione di mostre di taglio storico e di costume dedicate al tema e la creazione della prima Biblioteca italiana dedicata esclusivamente al Panino di 1500 volumi. Dal 2015 si occupa della direzione delle attività facenti capo alla Accademia del Panino Italiano. Il suo imprevedibile luogo di nascita (un villaggio ugandese) e la sua doppia cittadinanza italo-svizzera, ne fanno una cittadina del mondo e, come tale, perfetta ambasciatrice del Panino Italiano nel mondo.

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