Panino Italiano Magazine

A Milano i calabresi (e non solo) hanno di che gioire

Panino Tour by Alessio D'aguanno 14/02/2020

Lo scorso marzo, fra Porta Garibaldi e Chinatown, ha aperto un avamposto della sezione più piccante dello stivale.


A cura di Alessio D'Aguanno


Se Sicilia, Puglia e Campania hanno colonizzato in maniera più o meno importante il settentrione con prodotti e locali di cucina regionale, lo stesso non si può dire della Calabria. La diffusione della cultura gastronomica confinante con la Basilicata è stata probabilmente più difficile – ci viene da pensare – per un gusto meno trasversale delle ricette. Le stesse sono imperniate quasi interamente sulla presenza del peperoncino che, da quando è sbarcato in questo territorio – il primo nella penisola, dopo la scoperta dell’America – si è diffuso a macchia d’olio in tutti o quasi i piatti della terra.

La Calabria, però, non è solo peperoncino, ed è così che, in concomitanza con l’inizio della primavera 2019 a Milano, in Piazzale Baiamonti, a pochi minuti da via Paolo Sarpi e Piazza XXV Aprile, ha aperto Sbunda.


Il sottotitolo “Panini di Calabria” dice tutto. In questo piccolo angolo, infatti, ci si imbatte tra uno spazio bottega, dove acquistare ogni tipologia di prodotto – da mangiare o bere – calabrese e un classico bancone da gastronomia. In quest’ultimo si scorgono salumi e formaggi, che i titolari ‘si fanno arrivare’ direttamente da giù, sott’oli e ricette, come la ciambotta, l’analogo della caponata senza l’agrodolce, patate e peperoni e il soffritto di maiale, cucinate in un laboratorio di Pieve Emanuele dallo chef calabrese Salvatore Carioti, che le fa recapitare qui ogni mattina.

Il vero punto forte di quest’attività, come si può immaginare dal sottotitolo, sono i panini, preparati con la ricetta di un pane calabrese da un fornaio di Cesano Boscone.

Si può optare fra i più semplici (€ 6) “A nonna piace” come il Caulonia con parmigiana di melanzane o il Santa Severina con le polpette al sugo, i più elaborati (7/8) “A noi piace” come il Civita con capicollo, pecorino, cicoria e piccantino, oppure decidere di comporsi il proprio panino (6). In questo caso vige una sola regola: massimo 4 ingredienti a piacere a scelta fra salumi, formaggi, verdure, salse ed extra.


Le combinazioni, come potete immaginare, sono infinite e, forse proprio per questo, ci siamo affidati a un abbinamento già studiato: il Taverna con filetto di maiale, butirro, cipolla rossa marinata, crema di pomodori secchi.

I gusti sono quelli veraci e genuini, di un panino che ti poteva preparare la nonna quando avevi bisogno di crescere o, perché no, anche adesso. Si apprezza il filetto di maiale, morbido, gustoso e magro (sembra quasi un ossimoro), la dolce cipolla rossa marinata, l’intensa e umami crema di pomodori secchi e il lattico butirro che, per chi non lo conoscesse, è un formaggio a pasta filata molto simile a una caciotta ripieno di un panetto di burro. Nacque proprio per conservare quest’ultimo e, anche se ormai sono nati altri metodi di conservazione, è resistito nel tempo grazie al suo apprezzamento e all’effetto sorpresa che scaturisce in chi si appresta a mangiarlo.

Il pane, casereccio e con molta mollica, risulta non tostato a sufficienza e leggermente troppo spesso, il che non aiuta la riconoscibilità degli ottimi ingredienti.

Anche il contesto e le bevande parlano calabresi, rispettivamente con i libri e le guide a tema e la carta che annovera quattro birrifici calabresi e bevande analcoliche agli agrumi calabresi.

Per la qualità delle materie prime e per la varietà della scelta, Sbunda rappresenta un porto più che sicuro per l’approdo di studenti, uomini d’affari, fuorisede e turisti alla ricerca di un buon pasto.

A un ottimo prezzo.


Indirizzo: 

Piazzale Antonio Baiamonti, 1, 20154 Milano MI


Orari:

Lunedì-Giovedì: 11:00-22:30

Venerdì-Sabato: 11:00-23:30

Domenica: Chiuso


Telefono:

351 839 2430


Alessio D'aguanno

Alessio D'aguanno

Alessio D'Aguanno, una laurea in Dietistica e un Master in Food & Wine Communication, si appassiona per caso al cibo e ne rimane folgorato. Il suo credo è "Love you can eat", apprezza quello che puoi mangiare e tutto sarà più buono.

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