Panino Italiano Magazine

TRA VENTI ANNI IL PANINO NEI LOCALI LO COMPORREMO NOI

Interviste by Ludovica Amat 26/06/2015

Ho intervistato Elio Fiorucci perché la rivoluzione che ha portato, dalla fine degli anni ’70, nel nostro modo di vestire, mi ricorda la rivoluzione che ha compiuto il panino nel nostro modo di mangiare. Il panino è una icona pop molto simile a un paio di jeans: è informale, creativo, accessibile.

D. Che cosa associa alla parola panino?

Una precisa età, quella dell’infanzia, anni in cui qualcuno si preoccupa che tu ti possa trovare in difficoltà riguardo al fatto di sfamarti e prepara per te questo semplice pasto che è la forma stessa dell’accudimento.

R. Il suo primo ricordo legato a un panino?

Quello preparato da mia nonna per una gita in montagna: pane con formaggio, uno di quelli saporiti, di montagna, sostanziosi anche nella consistenza.

D. L’ultimo che ha mangiato?

R. A casa, ancora pane con formaggio! Non so se per una questione di imprinting, ma i miei gusti in questo caso sono rimasti immutati. Pane e formaggio sono alimenti che si completano perfettamente tra loro e che al contrario, gustati da soli, perdono forza e significato, non solo in senso gastronomico.

D. Un panino che non mangerebbe mai?

R. Qualsiasi panino imbottito di carne. Nel segno del rispetto della vita degli animali ho fatto una scelta precisa che perseguo con gioia e piena consapevolezza, ogni giorno. Più in generale preferisco i panini essenziali a quelli ridondanti, che obbligano le persone a spalancare la bocca per mangiarli.

D. Il PANINO ITALIANO è diverso dagli altri, perché?

R. Per il valore di estrema varietà territoriale.

D. Una ricetta di PANINO ambasciatore del made in Italy?

R. Un panino tondo, senza spigoli, come la michetta milanese con la crescenza, da offrire chiusa in un sacchetto di carta in modo che sprigioni tutti i suoi profumi appena aperto il sacchetto.

D. Il PANINO tra 20 anni?

R. Con una filiera di servizio più organizzata, in modo che ciascuno possa farsi preparare il suo panino, con pane e condimento che possa scegliere, vedendoli, al momento

D. Se lei fosse un PANINO…?

R. Una michetta con il Grana!

Ludovica Amat

Ludovica Amat

Consulente in Comunicazione d'Impresa dal 1985, ha concentrato la sua expertise nel settore alimentare dagli anni 2000, curando e valorizzando i progetti di aziende industriali o imprese artigianali dell'alimentazione, ristorazione e distribuzione. Del cibo la appassiona principalmente la capacità di favorire e migliorare la relazione tra persone, considera il cibo stesso un grande comunicatore. Del Panino Italiano predilige la potenzialità di incoraggiare aziende, concorrenti nello stesso comparto, a fare sistema per affermarsi, tutti assieme, nel mondo. Dal settembre 2015 è responsabile dei Branded Content, delle Pubbliche Relazioni e dell'Ufficio Stampa della Fondazione Accademia del Panino Italiano e dei progetti collegati alla Fondazione.

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