Otto domande a Vittorio Beltramelli

10/06/2019
By Aldo Palaoro
Otto domande a Vittorio Beltramelli

Ducasse e Marchesi nel suo percorso. Il Maestro italiano gli affida il suo ristorante di Parigi ove ottiene, solo dopo 7 mesi dall'apertura, una stella Michelin.  Dal 2010 alla guida del Ristorante Nolita, determinato a far apprezzare il meglio della gastronomia italiana, accompagnato dalla moglie Alejandra, pasticcera tra le più apprezzate nella capitale.

 

1. La prima cosa che ti viene in mente quando pensi al “panino”?

Una pietanza completa  buona e veloce.

 

2. Il primo panino che hai mangiato?

Penso in tenera età.

 

3. L’ultimo che hai mangiato?

15 giorni fa.

 

4. Quale panino non mangeresti mai?

Qualsiasi con del pesce.

 

5. Il panino italiano è diverso dagli altri? Perché?

Si perché abbiamo la materia prima buonissima, quindi con poco si ottengono ottimi risultati.

 

6. Una ricetta per un panino ambasciatore del made in Italy? (un panino con due o tre ingredienti, senza esagerare) e come è considerato il panino dove vivi? C'è qualche specialità?

Sicuramente un panino della mia infanzia.

Rosetta, salva (formaggio di mucca a pasta dura tipico del Cremasco) e tighe (peperoni verdi piccoli, dolci e cotti sott'aceto) provare per credere.... All' apparenza molto semplice, ma di un equilibrio gustativo senza paragoni.

Il panino in Francia è molto diffuso, essendo il paese della Baguette, sicuramente molto più semplice di come può essere visto in Italia.

 

7.  Come immagini il panino tra 20 anni?

Spero uguale perché, come detto prima, basta poco per fare un buon panino.

 

8. Se fossi un panino, che panino saresti?

Pane e salame, semplice... ma impegnativo allo stesso tempo.


precedente
29/05/2019

Un milanese a Cape Town

By Aldo Palaoro