A Milano abbiamo mangiato un hamburger pugliese con Angus italiano

03/07/2019
By Alessio D'aguanno
A Milano abbiamo mangiato un hamburger pugliese con Angus italiano

Negli ultimi anni il fenomeno dello street food ha visto proliferare sempre più trucker incentrati sulla qualità del prodotto, come Il Carrettino

a cura di Alessio D’Aguanno

 

L’Italia è sempre stata terra di cibo da strada. Da secoli ogni regione ha il proprio – se non più di uno - che porta alto il nome della stessa a livello nazionale e all’estero. Arancini, olive ascolane, arrosticini, pucce e piadine sono solo alcuni degli esempi della sterminata mappa.

Il fenomeno, però, non è mai veramente decollato al di fuori dei propri confini: è sempre stato appannaggio degli abitanti locali e dei turisti. Nel 2014 To Business Agency, un’agenzia torinese, ha importato in Italia il format californiano degli eventi street food. Grandi piazze affollate da fiumi di gente e decine e decine di specialità gastronomiche da poter assaggiare. Da lì in poi è scoppiata la tendenza del cibo di strada e dei truckers, che sono cresciuti a dismisura.

In uno degli eventi itineranti che hanno focalizzato maggiormente l’attenzione sulla qualità della proposta, lo STREEAT - Food Truck Festival a Milano, ci siamo imbattuti in diverse proposte piuttosto accattivanti, fra le quali ha avuto la meglio Il Carrettino – Street Food.

Originari di Sogliano Cavour, in provincia di Lecce, i ragazzi hanno deciso di prendere un prodotto – il panino – e di elevarlo sul piedistallo del gusto ricercato.

Il risultato è una buona scelta di hamburger a base di angus italiano, più precisamente veneto. Il fornitore è Pantano Carni, un’azienda che ne gestisce anche l’intera filiera.

Ad abbinamenti più tradizionali – vedi il Classico con insalata, pomodoro, maionese e ketchup e il Cheeseburger con scamorza affumicata – si affiancano alcune proposte decisamente più interessanti. Il Mortazza con zucchine marinate, mortadella di Bologna, fonduta di pecorino romano e granella di pistacchio, lo Strafico con crema di burrata, pomodori secchi sott’olio, fichi freschi e confettura di stagione, e il Pugliese, quello da noi ordinato. La ricetta è un omaggio alla terra dei trulli – si vedano le cime di rapa e il cacio-ricotta – con due divagazioni oltre confine: la crème fraîche al pesto genovese e la cipolla disidratata fritta. Il complesso equilibrio dei sapori è piacevolissimo. Il buonissimo bun senza semi di sesamo racchiude un hamburger di carne nostrano accompagnato dall’amarezza della verdura, dalla croccantezza della cipolla, dalla grassezza sapida della cacio-ricotta e dall’acidità della crema, una nota insolita in un panino.

Un progetto studiato bene dal pensiero al risultato.

 

 

 

 

A Milano abbiamo mangiato un hamburger pugliese con Angus italiano